LA NOSTRA STORIA

LA FONDAZIONE
 

Anversa faceva parte, dopo il 1815, del Regno dei Paesi Bassi, comprendente l’Olanda e il Belgio attuali. Questo Stato costituiva, nel cuore dell’Europa Occidentale, una potenza notevole per la sua posizione, le sue risorse agricole e industriali e per gli eccellenti sbocchi sul mare del Nord, con i porti di Anversa, Rotterdam e Amsterdam.

Il re Guglielmo I, avendo cura di non accordare alcuna preferenza all’Olanda, suo Paese di origine, si adoperò a dare slancio all’industria belga, a realizzare grandi lavori, a favorire il commercio e particolarmente quello marittimo.
Egli non esitò quindi a dare il proprio aiuto ai fondatori del Bureau Veritas, operatori commerciali e assicuratori marittimi del porto di Anversa.
Nel giugno del 1828 nasceva ad Anversa il ''Bureau de Renseignements pour les assurances maritimes'' (''Ufficio d’Informazioni per le assicurazioni marittime''), il quale si proponeva di rendere edotti gli assicuratori dei premi correnti sulle varie piazze commerciali e fornire nello stesso tempo ''una descrizione dettagliata delle buone e cattive qualità delle navi che frequentavano i porti principali dei Paesi Bassi''.

I fondatori furono tre: Alexandre Delehaye, assicuratore marittimo, nato a Lilla nel 1788, Auguste Morel nato - pare - a Dunkerque, anche lui alla fine del ‘700 e Louis F. Van Broek, nato ad Anversa nel 1803.

Nel Maggio del 1829 compariva il primo Registro delle Navi con l’emblema della Verità racchiuso in un ovale a medaglione. Questo stemma è, ancora oggi, il logo di Bureau Veritas nel mondo.
Il 21 Dicembre 1829, il re Guglielmo I dei Paesi Bassi accordava al detto Ufficio d’Informazioni un prestito annuale di 5.000 fiorini per 5 anni prelevato dai fondi di bilancio ''per l’incremento dell’industria nazionale''.
Questo aiuto doveva consentire alla nascente istituzione di sviluppare le ricerche e diffondere le proprie pubblicazioni facilitando l’assunzione di cosiddetti capitani-esperti nei diversi porti dei Paesi Bassi e anche di tutto il Continente.

 

Nell’ambiente degli assicuratori e dei noleggiatori il successo fu rapido, visto che il metodo adottato era basato su un’idea assolutamente nuova nel campo delle informazioni sulle navi. Il Bureau Veritas - come presto fu denominato - indicava infatti i tipi di navigazione ai quali le navi potevano essere adibite, accordava una quotazione di fiducia (3/3, 2/3, 1/3) determinata in base al modo di costruzione, alla solidità dei dimensionamenti, alla qualità dei materiali, all’età tenendo conto degli incidenti avvenuti anteriormente al momento del giudizio, ed anche dello stato di manutenzione dello scafo e dell’attrezzatura.
Già nel 1831, più di 10.000 navi erano iscritte nel Libro- Registro. I capitani-esperti si moltiplicavano nei porti d’Europa e ben presto ce ne furono anche in America e nelle Indie Olandesi.
Nell’ottobre 1830, un ufficio veniva aperto a Parigi e nel 1833, il 5° Libro Registro era pubblicato in questa città dove il Bureau Veritas impiantò definitivamente la sua sede. Questa scelta era dettata essenzialmente dal fatto che a Parigi più che ovunque nel mondo si era sviluppata l’assicurazione marittima, già a partire dal 1820, e nella città francese si erano allora insediate importantissime compagnie.

Delehaye e Morel avevano nel frattempo lasciato il Bureau Veritas. Il nuovo socio Charles Lefebvre, nato a Lilla nel 1788, si era unito a F. Van den Broek. I discendenti di questi due personaggi, non hanno mai cessato di partecipare attivamente per i decenni successivi alla vita del Bureau Veritas. 
Uno dei primi impiegati del Bureau Veritas ad Anversa, Charles Bal, aveva seguito i propri dirigenti a Parigi. Divenne genero di Lefebvre, Direttore del Bureau Veritas nel 1843, poi amministratore nel 1844, dopo la morte di Van den Broek e di Lefebvre. Egli dette poi all’Istituto un impulso considerevole.

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LA QUOTAZIONE D’UFFICIO, LA QUOTAZIONE A TERMINE E LA CLASSIFICAZIONE

All'nizio quindi l’attività del Registro di informazione sulle navi era a beneficio esclusivo degli assicuratori marittimi.

Il Bureau Veritas ispezionava, tramite i suoi capitani-esperti, un numero crescente di navi e ne iscriveva la quotazione (detta cote d’office), insieme con altre le informazioni utili, sul libro Registro annuale che diveniva sempre più ricco.

Né gli armatori né i cantieri sollecitavano l’iscrizione nel registro; l'iniziativa era di Bureau Veritas che, in seguito, forniva le proprie informazioni agli assicuratori o noleggiatori, in cambio di un abbonamento annuale relativamente costoso ma molto richiesto. Gli abbonamenti al registro costituivano allora l'unica entrata di Bureau Veritas.

Le cose cambiarono nel 1850. A quell’epoca i progressi della tecnica delle costruzioni navali dovuti all’introduzione del ferro ed in seguito dell’acciaio, e allo sviluppo della propulsione a vapore, sconvolsero le basi delle informazioni raccolte ed i metodi adottati per stabilire la quotazione.

In quegli anni, la forza di Bureau Veritas fu quella di aver capito questa evoluzione e di aver gettato le basi di una nuova organizzazione da cui scaturirono i pilastri della classificazione navale come é intesa ancora oggi.

Le tecniche moderne introducevano infatti nel giudizio per quotare la qualità delle navi un nuovo elemento: la durata.
Per rispondere a questa nuova esigenza, Bal annunciava il 10 luglio 1851, la creazione veramente rivoluzionaria di una nuova quotazione: la classe a termine ovvero il giudizio di durata e, altra innovazione capitale, proponeva agli Armatori di seguire la costruzione delle loro navi e di sorvegliarle poi nel corso della loro vita in servizio.
La classe quindi poteva essere concessa per un numero determinato di anni, con controlli intermedi a mezzo di visite regolari.
L’onorario per le ispezioni e sorveglianze come pure per i certificati relativi erano stabiliti da una tariffa ed erano a carico degli Armatori. Costoro divenivano così clienti di Bureau Veritas insieme agli assicuratori e i noleggiatori.

 
Tale innovazione conduceva a radicali riforme nel reclutamento del personale tecnico per le visite. Ai capitani del periodo eroico, che possedevano una conoscenza del tutto pratica ma perfettamente idonea per la Marina in legno e a vela, si sarebbe sostituita, a poco a poco, una nuova classe di tecnici, scelta tra gli ingegneri ed i macchinisti della Marina. Inoltre, le esigenze di Bureau Veritas dovevano imporsi tramite la creazione di Comitati Tecnici incaricati di elaborare la nuova dottrina. Il principio di questi Comitati è ancora in atto in Bureau Veritas ed il loro numero continua ancora oggi a svilupparsi in Francia e all’estero.
Il lavoro svolto da detti Comitati prese concreta forma sotto il nome di ''Regolamenti'', e così, il 1 Luglio 1851, nacque il primo Regolamento per la classificazione delle navi in legno seguito poi, nel 1858, da un Regolamento per le navi in ferro e nel 1880 da un Regolamento per le navi in ferro e acciaio, cui sono seguiti altri documenti normativi sino ai nostri giorni. Tali regolamenti riguardavano una nuova clientela, che si aggiunse a quella degli Armatori: i cantieri navali.
La parola quotazione, come altra conseguenza di tutte le modifiche che si sono susseguite, finì con l’essere sostituita dalla parola classificazione.
La classificazione - è questa la definizione attuale - è la quotazione a termine di una nave che comporta l’iscrizione nel Libro Registro nelle condizioni particolari dettate dai Regolamenti. Già nel 1853, 2.000 navi francesi sulle 6.000 esistenti erano classificate a termine a richiesta dei proprietari.
Il Libro Registro conteneva allora 36.000 navi. Dal 1862, le navi costruite sotto sorveglianza dell’istituto figurarono con un segno speciale.
L’antico titolo Registro d’informazioni sulle navi scompare verso il 1870 ed é sostituito dal Registro Internazionale di Classificazione di Navi. A quell’epoca, e quasi per compensare quella soppressione, Bureau Veritas creò un Repertorio che dà informazioni su tutte le navi anche se non iscritte al Registro e non classificate. La pubblicazione di questo Repertorio proseguirà poi sino al 1939.
Nel 1866 veniva pubblicata una ''Lista delle Perdite e Incidenti marittimi'' che venne poi redatta annualmente sino al 1939.
Grazie alla presenza in Comitati di tecnici di alto valore, quali Goodwin ed Edward Barrow, alla scelta di ingegneri come Piaud, De Gelder ed altri, la competenza di Bureau Veritas avrebbe poi continuato ad affermarsi e ad essere riconosciuta e stimata nel campo delle costruzioni navali.
Nel 1886, dopo uno studio molto approfondito, i servizi tecnici del Bureau Veritas seguendo le raccomandazioni del rappresentante di Bureau Veritas in Inghi1erra, John Gravel, classificarono per la prima volta al mondo una nave a scafo metallico che trasportava petrolio, la Glackauf, costruita da Amstrong, Mitchell and Co. per conto dell’Armatore Heinrich Reidemann.

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RICONOSCIMENTI

Nel 1890, il Governo del Regno Unito rese obbligatoria l’assegnazione di una linea di carico massima per le navi mercantili e Bureau Veritas, tramite il suo Comitato Britannico, fu abilitato dal Board of Trade ad assegnare il bordo libero alle navi (inglesi e non) che frequentavano i porti del Paese.
Questa decisione era l’avvio al riconoscimento da parte di un sempre maggior numero di Governi ed, in seguito, da diversi Organismi Internazionali, della natura di pubblica utilità degli Enti di Classificazione in generale e di Bureau Veritas in particolare.
Erano cosi premiati gli sforzi di Bureau Veritas che, da più di mezzo secolo e con molta perseveranza, tendevano ad una ricerca sempre più spinta della sicurezza.
In Francia, la legge del 1907 relativa alla Sicurezza della Navigazione Marittima, fu seguita da un’altra del 5 settembre 1908 la quale riconosceva Bureau Veritas ufficialmente. In base a questo testo di legge, le navi che ottenevano la prima classe da Bureau Veritas erano dispensate dalle visite e dalle prove richieste per il rilascio del permesso di navigazione governativo. Disposizioni analoghe furono prese in seguito da molti Governi, con la base comune delle convenzioni internazionali sulla salvaguardia della vita umana in mare. Bureau Veritas stesso partecipava attivamente, a mezzo di propri qualificati tecnici, alla preparazione ed alla elaborazione di queste convenzioni.

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NAVIGAZIONE INTERNA 

Nel 1909, il Bureau Veritas aveva esteso la possibilità della classificazione alle navi per navigazione interna e redatto un Regolamento applicabile alla costruzione di navi adibite a questo uso.

Dopo la guerra del 1914, i trasporti su vie d’acqua interne avevano avuto una grande importanza specialmente sul Reno dove Bureau Veritas classificò unità di grande tonnellaggio.
In questo settore, si assiste allo sviluppo delle grandi chiatte, degli spintori, dei convogli autopropulsori con unità da 70 a 100 metri di lunghezza.

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CONTROLLO DEI MATERIALI 

Fin da quando i metalli furono adoperati per gli scafi e le macchine, Bureau Veritas aveva adibito un certo numero di periti al controllo dei materiali negli stabilimenti di produzione. Era l’embrione di un Servizio che doveva prendere campo nel primo decennio del secolo con il nome di Controllo dei materiali (poi Controllo dei Materiali Industriali e Navali) ed estendere la sua attività dai materiali destinati alle costruzioni navali ai materiali ed apparecchi di ogni natura e di ogni destinazione.

Questa attività rese necessaria una modifica della sistemazione geografica di Bureau Veritas nel mondo: ai tradizionali centri di ispezione situati nei porti si aggiungono altre sedi in zone industriali, anche lontano dalle coste.

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IL “BULLETIN TECHNIQUE”

Nel 1919 l’allora Ingegnere-Capo di Bureau Veritas, Abel de Berlhe, che farà poi una brillante carriera di oltre quarant’anni nella nostra società divenendone uno dei più grandi Presidenti, fondò il Bulletin Technique du Bureau Veritas, rivista di grande tiratura e diffusa ancora oggi in tutto il mondo in francese ed in inglese.

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AERONAUTICA

Subito dopo la guerra del 1914-1918, il Governo Francese abilitava Bureau Veritas ad eseguire i controlli previsti dai regolamenti che fissavano la durata di validità dei Certificati di Navigabilità degli aerei civili.
Per far fronte al nuovo compito che gli era stato affidato e che costituiva un riconoscimento straordinario della competenza e serietà dell’istituto, Bureau Veritas mise alla testa di questo nuovo servizio un uomo di primordine, il Comandante De L’Escaille, ben noto per le sue brillanti azioni come pilota militare in guerra.
Fu creata una nuova rete di periti, dislocata geograficamente nei principali scali aerei in Francia e all’estero. L'attività era delicata e complessa. Non si trattava di mettere insieme regole ed esperienze già fatte ma di supportare invece una nuova invenzione durante il periodo critico della sua crescita, di guidare la nuova industria, di discernere le buone vie e/o di determinarle. E così si istituì la Sezione Aeronautica di Bureau Veritas ed il giudizio che se ne può dare, a distanza di tempo, non può essere che molto favorevole. Fu preziosa l’esperienza acquisita nel settore marittimo, ovvero una dottrina basata sulla periodicità degli interventi, con riferimento ad un regolamento che definiva gli obblighi delle compagnie e la pubblicazione delle informazioni in un Registro tenuto correttamente aggiornato.


Nel 1923 apparve il Libro-Registro Aeronautico sotto forma di fogli mobili aggiornati con informazioni tecniche sugli aerei civili francesi.
Nel 1927 veniva fondato l’A.I.R. (Aircraft International Register) costituito dai principali Istituti di Classfìcazione di aerei nel mondo. L’associazione doveva facilitare lo scambio reciproco di servizi tra le Società, con l’utilizzazione dei periti di alcuni istituti per conto di altri. Inoltre il Bureau Veritas fu incaricato di raccogliere presso gli associati le informazioni sugli aerei e di provvedere all’edizione e stampa del Libro Registro comune A.I.R.
Questa attività si svolse fino al 1939, anno in cui aeromobili di quattordici Paesi figuravano nel Libro Registro comune.
Un Comitato Tecnico composto da Ingegneri di diversa provenienza elaborò dal 1930 una teoria degli interventi ed una regolamentazione comune. Nel 1933 fu redatto, in quattro lingue, un Manuale del Perito.
Cominciò così l’elaborazione di un Regolamento Aeronautico comune, che non era ancora ultimata nel 1939. Intanto Bureau Veritas aveva continuato a pubblicare il suo Regolamento Aeronautico che rispondeva alle esigenze nazionali e serviva di riferimento agli associati dell’A.I.R. per gli interventi su aerei francesi.
Durante la guerra l’attività del Servizio Aeronautico fu limitata all’aviazione francese ed in conseguenza dal 1940 al 1944 il Registro Aeronautico apparve prima a Marsiglia e poi ad Algeri. Nel 1945 fu ripubblicato a Parigi.
Furono ripresi poi i controlli internazionali.

Nel 1958 nacque un Registro comune tra Bureau Veritas e il Registro Aeronautico Italiano. Nel 1959, su richiesta dei Rappresentanti ufficiali dei paesi interessati alla Air Union (Germania, Belgio, Francia, Italia) questo Registro forniva anche i dati riguardanti Germania e Belgio.
Finalmente nel 1963 l’Air Registration Board inglese si univa a Bureau Veritas ed al Registro Italiano per la pubblicazione di un Registro Aeronautico Internazionale.
Esso fornisce annualmente le informazioni tecniche che riguardano i velivoli civili di sessanta Paesi del mondo.
Oggi, alla delega data dal Governo Francese nel 1922 e sempre in seguito rinnovata al Bureau Veritas, si sono aggiunte quelle di più di diciotto Paesi del mondo, ciò da un’idea dell’importanza raggiunta da quella che era in origine la Sezione Aeronautica del Bureau Veritas.
Il Bureau Veritas esegue sia la sorveglianza delle fabbricazioni di serie (per es.: prima il Caravelle, poi il Concorde e l'AirBus) che la verifica degli aerei in servizio e deve perciò mantenere numerosi periti negli stabilimenti aeronautici e nei principali aeroporti.

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COSTRUZIONI EDILI

Alcune Compagnie di Assicurazione chiesero nel 1928 al Bureau Veritas di sviluppare un servizio di  controllo tecnico delle costruzioni edili.

I numerosi incidenti strutturali che accadevano in quell’epoca preoccupavano gli Assicuratori; fu per questo che decisero di tutelarsi. le compagnie di assicurazione dichiararono che non avrebbero accettato di assicurare e quindi di coprire eventuali danni alle Opere se queste non fossero state sottoposte ad un accurato controllo di tipo tecnico. Si rivolsero perciò a Bureau Veritas, che creò un nuovo servizio che soddisfece le esigenze di tutti e una divisione che continua tuttora ad operare nel Gruppo: la Sezione Controllo Tecnico Costruzioni. L'ambito di attività si estendeva dal campo delle costruzioni civili e abitative, alle opere pubbliche e infrastrutture.
Il compito essenziale di Bureau Veritas rimaneva quello dell’informazione tecnica alle Compagnie di Assicurazione, sui rischi reali da coprire.

Le prestazioni offerte si estendono oggi sempre più al campo dei controlli legati ai lavori immobiliari: sicurezza contro gli incendi, sicurezza dei lavoratori, qualità del lavoro, comfort degli utenti, risparmio di energia, lotta contro l’inquinamento, ecc..

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LABORATORI

Nel 1932 fu costruito un nuovo edificio a Levallois-Perret-Parigi destinato ad ospitare il laboratorio di Bureau Veritas. Vi si eseguivano analisi e prove di metallurgia, di chimica e sui materiali da costruzione. Il laboratorio fu riconosciuto ed approvato da numerosi organismi ed enti ufficiali.
Nel 1961 il laboratorio fu sottoposto ad una completa ristrutturazione e tutte le attrezzature furono rinnovate. Dispone oggi di apparecchiature di ricerca sempre all'avanguardia.

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ENERGIA NUCLEARE

Dal 1956 Bureau Veritas è stato sollecitato a definire una nuova serie di condizioni tecniche stavolta dedicate alla costruzione e la classificazione di navi a propulsione nucleare e più in generale a studiare i progetti proposti in campo nucleare in vari Paesi. Le richieste andavano dai controlli relativi alla sicurezza dei primi impianti nucleari terrestri ei controlli sull'ambiente e sui materiali.
Si lavorava in stretta collaborazione con il Commissariato per l’Energia Atomica in Francia e con Organizzazioni analoghe nei numerosi Paesi d’Europa, America, Asia.
Nel 1968. Bureau Veritas ha sorvegliato durante la costruzione e classificato la prima nave nucleare europea: l’Otto-Hahn.

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NUOVE TECNOLOGIE

Le piattaforme off-shore di perforazione in mare hanno avuto un tale sviluppo che si è dovuta creare, nell’ambito della Direzione Navale di Bureau Veritas, una sezione dedicata: Ingegneria e Tecnologia oceanica. I problemi che si pongono per quanto riguarda l’automazione, i trasporti di gas, i contenitori, ecc., sono oggetto di studi e norme ad opera di comitati interni specializzati. Nel 1967, un Centro di calcolo elettronico fu impiantato nella Sede di Parigi; detto centro metteva a disposizione degli ingegneri e ricercatori della società uno strumento di lavoro estremamente polivalente e potente.

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AMBIENTE

I problemi della protezione dell’ambiente sono molto sentiti, com’è noto, dall’opinione pubblica, ed hanno attirato l’attenzione delle Autorità. In tanti casi si tratta di provvedere alla protezione ed alla sicurezza delle persone di fronte ai pericoli causati dall’espansione di tecnologie nuove le cui conseguenze non sono tutte controllabili.
Bureau Veritas, che ha una lunga esperienza in questioni di sicurezza, ha creato nel 1974 un gruppo di studio e controllo denominato Sicurezza-Ambiente. Questo gruppo ha il compito di svolgere incarichi di controllo dell’applicazione dei Regolamenti per la Sicurezza e la protezione delle persone e la tutela dei beni. Il raggio d’azione è vasto in questo campo e si estenderà sempre più negli anni seguenti per l’interesse sempre crescente presso l'opinione pubblica e le autorità. Bureau Veritas effettua sin da allora controlli periodici di sicurezza su diverse installazioni, controllo degli impianti di sicurezza antincendio, protezione contro i rumori nocivi, inquinamento delle acque e dell’aria.

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BUREAU VERITAS IN ITALIA
Bureau Veritas è presente in Italia fin dal 1839.
Questa data figura in un messaggio inviato dal Presidente Bal al Corriere Mercantile di Genova, in data 16 febbraio 1867. La lettera fu pubblicata sul n.ro del 28 febbraio 1867 del giornale. Bal scriveva in quella lettera: ''Il Veritas universale… sin dal 1839 egli ha diritto di città a Livorno, Ancona, Napoli, Palermo, Messina come a Genova...''.
Sono dunque 170 anni che il nome Bureau Veritas e l’attività di questo Istituto sono conosciuti in Italia.
Per molti decenni, nel secolo scorso, anche quando erano già in attività altri Istituti di Classfìcazione, tutti gli enti erano spesso indicati con il nome Veritas.
Questa parola era, nelle officine dei porti, nei cantieri, per i comandanti ed i macchinisti di bordo, sinonimo di Registro di classificazione.
Nel 1839 non c’era ancora l’Italia unita; non c’era una unica realtà politica corrispondente al territorio geografico noto come Italia. Le marine mercantili esistenti nel nostro territorio avevano diverse bandiere: quella della Sicilia, la napoletana, la toscana, la sarda, l’austriaca, la pontificia, ecc.
I traffici erano cospicui per l’epoca, i cantieri numerosi e di buon livello tecnico, le amministrazioni governative preposte alla marina, quale più quale meno, abbastanza efficienti. L’industria dell’armamento era dinamica ed intraprendente. Il Bureau Veritas, prima Bureau de Renseignements pour les assurances maritimes, poi Registro di Classificazione, nominò quindi ben presto nei porti di Genova, Napoli, Ancona, Trieste, dei capitani-esperti che lasciarono poi il posto a veri Periti, esperti in costruzioni navali e capaci di giudicare, nel corso delle visite, lo stato di una nave, o di sorvegliare con competenza la riparazione di un’avaria. I consigli e l’assistenza di questi periti erano molto apprezzati dagli Armatori, cosicchè parecchie navi sarde, napoletane, toscane furono iscritte dal Libro-Registro del Bureau Veritas. Così nel registro del 1837 (prima ancora, quindi, che, secondo la data citata da Bal, ci fossero dei rappresentanti stabili in Italia) figura il Leopoldo-Secondo, di bandiera toscana, di 142 tonnellate.
Nel registro del 1840, figurano l’Elisa austriaca (di Venezia), il Guglielmo TeIl sardo (di Genova) ed il Guglielmo siciliano.
Il numero delle navi italiane di Bureau Veritas crebbe rapidamente nei decenni che precedettero l’Unità.
Nel Libro-Registro del 1860, che rifletteva le condizioni italiane degli anni appena antecedenti, figuravano due navi con lo stesso nome: Genova, una siciliana l’altra sarda, e, tra le altre, una napoletana Genio-dei-due-fratelli, due austriache (di Venezia) con il nome Genitore e tante altre austriache-venete, sarde, siciliane, ecc.
In quanto al personale del Bureau Veritas nei porti italiani, va ricordato nel 1849 Sicard a Genova e Tonello a Trieste, Si hanno poi periti a Messina ed in altri porti.

Singolari sono gli eventi della rappresentanza a Napoli, dove la famiglia Maresca fornisce tecnici, amministratori, aiuto-periti che poi in seguito diventano ispettori.
Il primo elenco su cui figura un Maresca a Napoli, presso il Bureau Veritas è del 1858; è certo pure che anche prima un Maresca si occupava degli affari Bureau Veritas. Figura ancora un Maresca nell’elenco degli affari 1931. I nomi erano Gaetano, Mariano e si ripetono uguali nel corso di questi sette decenni.
Nelle liste dei rappresentanti e periti si ritrovano cognomi di primo piano nell’industria italiana dell’armamento e della costruzione navale: Cosulich a Trieste, Dani a Savona, Pipitone a Trapani, Radonicich a Venezia, Lanza a Livorno.
A Genova vanno ricordati Biga, già citato, poi Guglielmino e Olivari. A Trieste Gialdini e Schiavon.
Va citato nella serie dei rappresentanti Bureau Veritas in Italia Angelo Scribanti, che con il titolo di Ingénieur-Conseil pour l’Italie diresse l'Istituto da Genova; Bureau Veritas aveva in quell’epoca 12 altri Uffici periferici in Italia. Scribanti, come é noto, fu insigne Ingegnere Navale e Direttore della celebre Scuola Superiore Navale di Genova, che ha formato innumerevoli Ingegneri di tanti Paesi del mondo, oltre che italiani. Morto Scribanti e dopo un breve periodo di sede vacante, Mariano Maresca assume da Napoli la direzione dell'Istiutto in Italia. Siamo intorno agli anni ‘30.
A Napoli, a metà del secolo XIX il Bureau Veritas aveva avuto un enorme prestigio, che è documentato da testi, pubblicazioni, partecipazioni a mostre, convegni, ecc.
Nel 1871 ci fu in Napoli una grande esposizione marittima ed il Bureau Veritas vi partecipò, per iniziativa di Gaetano Maresca, mostrando in modo assai chiaro a mezzo di modelli di scafo di epoche diverse, di quanto le regole di costruzione dettate dal Bureau Veritas e applicate in certi cantieri del napoletano, avessero migliorato la solidità e la razionalità delle strutture. Una particolare notorietà aveva avuto il Bureau Veritas in Italia nel decennio '60-'70 in relazione alla fondazione a Genova, nel 1861, del Registro Italiano Navale. Infatti, dopo vivaci scambi di opinioni tra gli esponenti di vari ambienti armatoriali e assicurativi, la questione divenne oggetto di dibattito sui giornali nel 1867. Come si è detto prima, il Presidente del Bureau Veritas, Bal, scrisse una lettera al Corriere Mercantile di Genova in risposta ad una nota apparsa su questo giornale, naturalmente a difesa dell’universalità e dell’imparzialità del Bureau Veritas; certi ambienti napoletani si costituirono pure tutori del Bureau Veritas, con articoli sul giornale L’Avvenire del 3 e 4 aprile 1867 e con la pubblicazione di un fascicolo intitolato Il registro italiano della società di mutua assicurazione della marineria ligure ed il Veritas Universale di Parigi. Esame comparativo di Emilio Biraghi. Altre manifestazioni di vivacità degli ambienti marittimi italiani su questo tema si ebbero nel 1882, quando fu costituito un Veritas Italiano a cura di Francesco Rolla di Genova.
Il lavoro di classificazione delle navi si svolgeva intanto regolarmente e molte erano pure le costruzioni sotto sorveglianza.
Negli annunci del Corriere Mercantile di Genova la classe Bureau Veritas figurava fra i requisiti di qualità delle navi che venivano a cercare carico in quel porto.
Nel registro del 1870, scomparse ormai le bandiere sarda, siciliana, napoletana, toscana, figurano le navi italiane CORRIERA DI TRIESTE costruita a Messina, il CORSO costruito a Chiavari da Briasco, il CORTESE ed il COSMOS costruiti da Cadenaccio di Sestri Ponente (cantiere antenato dell’Ansaldo).
Il COSMOS fu una nave di grandi qualità, ordinata dai F.lli Frassinetti di Genova, di 70 ml. con imponente alberatura e velatura. Comandata da un Frassinetti, filava a 14 nodi: traversava l’atlantico con scalo a Montevideo, poi doppiava il Capo Horn e raggiungeva Callao in Perù.

In moltissimi documenti dell’ambiente marittimo Bureau Veritas viene citato, sempre con indicazioni di stima e di prestigio, per tutto il Secolo XIX.
Questa sua posizione non è mai venuta meno; anzi la reputazione dell’Istituto si accresce e si estende ulteriormente da quando vengono iniziati i controlli sugli impianti industriali.
Intorno agli anni 1920-1930 si eseguono verifiche su prodotti siderurgici destinati all’esportazione, su motori, su macchine speciali. La stessa industria italiana ricorre al Bureau Veritas per far controllare in Francia, Belgio, Germania prodotti e macchinari di cui si approvvigiona.
Il Bulletin Technique era diffuso e letto in Italia e recava spesso articoli e notizie riguardanti le costruzioni navali italiane.
Nel 1930 venivano pubblicati i dati delle prove in mare della serie VIVALDI a cura del Gen. Dondona; nel 1931 la FIAT presentava nel Bulletin Technique il motore Q 374 dell’ ARGONAUTAdi Monfalcone.

La sorveglianza di costruzione di navi nei cantieri italiani prosegue poi, e questa è storia recente, a Genova, a Pietra Ligure, a Riva Trigoso, a Napoli a Viareggio, a Marghera, ed in un gran numero di cantieri anche minori lungo tutte le coste italiane. Si sorvegliano in particolare traghetti moderni oceanici, rimorchiatori, vinacciere, perfino particolari imbarcazioni per trasporto gas in Africa, e ancora navi in legno per Paesi in via di sviluppo. Tra le navi speciali costruite in Italia, dai cantieri di Pietra Ligure, sotto sorveglianza del Bureau Veritas, ricordiamo la nave per trasporto zolfo liquido “Président Delcourt”.
Nel campo delle costruzioni industriali il Bureau Veritas è sovente a fianco, anche se nella veste di autorità di Terza Parte Indipendente, dei fornitori italiani di impianti petrolchimici, di centrali elettriche, di speciali stabilimenti di produzione quali concerie, fabbriche di pneumatici, ecc.
Diventa anche consulente prezioso e ascoltato di questi fornitori e sub-fornitori, talvolta ancora poco esperti in questo campo, di normativa tecnica internazionale o straniera, per l’esatta individuazione di norme tecniche estere e per la loro corretta interpretazione sempre nell’interesse del destinatario e della buona riuscita delle forniture.
Le Banche che operano nel commercio con l’estero conoscono bene i certificati del Bureau Veritas, poiché sovente le lettere di credito sono esigibili dagli esportatori su presentazione del certificato di controllo di questo Istituto, insieme agli altri documenti di carico, spedizione, ecc.
Campo di azione importante è anche quello dei containers, ai quali la targa CSC concessa dai paesi contraenti della Convenzione IMCO - CSC può essere attribuita in base a documenti di controllo di Bureau Veritas.
Nel settore nucleare Bureau Veritas opera in Italia da parecchi anni. L’industria italiana è fornitrice di accessori e sotto-insiemi per impianti e circuiti di centrali o complessi di sperimentazione nucleari in India, Iran, Francia, Svezia, Olanda e Spagna.
Molte di queste forniture sono sottoposte al controllo di Bureau Veritas, che opera in base a precise regole dettate da Manuali di Quality Assurance.
Lo stesso Bureau Veritas si è dato un Manuale di Qualità per le sue proprie prestazioni.

Gli ispettori italiani di Bureau Veritas seguono periodicamente dei corsi di riqualificazione per acquisire la necessaria competenza nelle nuove tecnologie.
La Scuola Superiore del Bureau Veritas a Nantes dispensa corsi di aggiornamento sia ai periti navali che a quelli incaricati dei controlli dei materiali e impianti sui vari argomenti che interessano in linea generale la sicurezza, che è e resta, come fu in origine alla nascita dell’Istituto, 180 anni fa, lo scopo primario dell’attività di Bureau Veritas.

Per ulteriori informazioni:

Bureau Veritas

tel. 02 27091.1

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