BRC Food 8: le nostre FAQ

Ad agosto 2018, BRC ha pubblicato la versione 8 dello Standard globale per la sicurezza alimentare (Global Standard for Food Safety). Questa nuova edizione dello standard sarà utilizzata per tutti gli audit a partire dal 1 febbraio 2019.
Consulta le nostre FAQ a proposito delle principali modifiche nella norma:

La contaminazione dolosa dei prodotti è riferita alla Food Defense che dev’essere applicata dal fornitore di prodotto?
L'impresa deve effettuare una valutazione dei rischi documentata con l'obiettivo di prevenire interventi malevoli (Req. 4.2). La valutazione dei rischi deve prendere in considerazione sia le minacce esterne (ad esempio, persone o organizzazioni che ottengono l'accesso non autorizzato al sito, all'edificio o ai prodotti) e a livello interno, come la manomissione dolosa da parte del personale autorizzato.

È cambiato qualcosa in merito alla qualifica degli auditor?
No, la revisione dello standard nella versione 8 riguarda il protocollo di certificazione per l’azienda e i suoi requisiti.

È possibile specificare meglio quali tipi di incidenti vanno obbligatoriamente segnalati? Ad es. sicurezza alimentare, food fraude, etc...
Dev’essere predisposto un'efficace piano d'emergenza in modo che, se in qualsiasi fase si verifica un incidente che ha un impatto su sicurezza, legalità o qualità degli alimenti, esso sarà gestito in modo efficace. L'incidente può essere direttamente collegato al prodotto, può essere l’interruzione di servizi chiave come l'energia elettrica e l'acqua, o influenze ambientali come incendi o inondazioni.
Lo scopo della clausola 3.11.4 di notifica all’ente è quello di garantire che sia mantenuta l'integrità del certificato, consentendo all’organismo di certificazione di valutare se l'incidente influisce sullo stato di certificazione del sito. Pertanto l'organismo di certificazione dev’essere informato di tutti gli incidenti significativi in materia di sicurezza alimentare (compresi tutti i richiami di prodotti e le azioni dagli enti ufficiali relative alle sicurezza alimentare) relative a prodotti nel sito. Se necessario, l'organismo di certificazione può richiedere ulteriori informazioni o svolgere un audit completo o parziale per confermare la certificazione.

Per i prodotti commercializzati si intendono solo quelli a marchio dell'azienda?
No, si intendono sia prodotti a marchio dell’azienda sia non a marchio, con la pecularità che non subiscano ulteriore lavorazione presso il sito che si certifica. Quindi sono prodotti acquistati da un fornitore esterno, che possono essere immagazzinati sul posto e venduti.

Qual è la differenza tra cross contamination e cross contact? 
Dal glossario BRC non si fa differenza, sono due concetti che si accompagnano nello standard, ossia: si intende il trasferimento di qualsiasi materiale da una superficie o da un cibo ad un'altra/o. 
L’inserimento della parola ‘cross-contact’ all’interno dello standard BRC è per implementare il lessico della normativa americana legata all’FSMA.

Se effettuo l’audit di rinnovo nel mese di dicembre posso effettuarlo con la nuova versione di standard?
No, come è descritto nello standard stesso, l’aggiornamento è applicabile per gli audit effettuati dal 1 febbraio 2019 in poi. Gli audit che si svolgono prima di questa data saranno a fronte della versione 7.

Nel caso in cui si dispone di molti prodotti traded, bisogna qualificare i fornitori di prodotti traded con lo stesso meccanismo dei fornitori dei prodotti utilizzati in produzione?
Il capitolo è facoltativo. Se l’azienda ha dei prodotti traded e li vuole escludere, avrà l’esclusione indicata sul certificato e non dovrà usare il logo per i prodotti commercializzati. Se invece vuole usarlo, deve applicare per i fornitori il capitolo 9.1, ossia disporre delle procedure per l'approvazione dell'ultimo produttore o confezionatore dei prodotti alimentari commercializzati, per garantire che tali prodotti siano sicuri, legali e prodotti conformemente a qualsiasi specifica di prodotto definita. Alla capitolo 9.1.2 il meccanismo è analogo a quello del capitolo 3.5.4 per i fornitori dei prodotti utilizzati in produzione.

In caso di segnalazioni, quale potrebbe essere una modalità di comunicazione in modo anonimo con il responsabile della sicurezza alimentare?
È l’azienda ad individuare autonomamente all’interno del proprio sistema di gestione di sicurezza alimentare, quali metodi e modalità di comunicazione in forma anonima ritiene più efficaci. 
L'auditor verificherà che la politica di "denuncia" preveda che le preoccupazioni del personale possano essere segnalate utilizzando ad esempio un modulo web online o un numero di telefono, il cui contenuto è raccolto e inviato al responsabile di produzione, al responsabile tecnico e al consulente esterno.


La presenza di un PCQI come requisito legale per un training specifico è obbligatoria?
No, non è richiesta dallo schema BRC. Essa è stata menzionata come esempio per rispondere a parte del requisito del punto 2.1.1, in cui si specifica che laddove sia richiesto come requisito legale un training specifico per il team leader del team HACCP-FOOD SAFETY PLAN, questo dev’essere considerato. A titolo di esempio, per chi esporta in America: è necessario che sia stata formalizzata la figura del PCQI, o attraverso un curriculum riconosciuto o attraverso l’ottenimento di un certificato PCQI, in seguito a formazione specifica riconosciuta dalla FDA.

Il punto 3.4 “Audit Interni” dice che il piano deve prevedere almeno 4 date di verifica e che la frequenza dev’essere definita in base al livello di rischio. Quindi, ad esempio, può un’azienda tendenzialmente tutta a basso rischio, con soltanto alcune aree più delicate, decidere di programmare una frequenza almeno annuale per tutte le attività e una semestrale per le più critiche senza che il BRC valuti insufficiente la frequenza prestabilita?
Tutti gli audit interni non devono essere effettuati in un solo giorno. Lo standard stabilisce che ogni anno si devono avere almeno quattro diverse date di audit. Ogni data può essere utilizzata per verificare i diversi aspetti del sistema che sono stati implementati per conformarsi ai requisiti di standard. Il sito deve valutare il rischio inerente a ciascuna sezione e determinare di conseguenza la frequenza degli audit per quella specifica sezione o attività. Ad esempio, il sito dev’essere consapevole delle conseguenze del mancato rispetto dei propri sistemi, che potrebbe portare alla mancata individuazione tempestiva dei pericoli. La frequenza può anche essere influenzata da questioni note all'interno dell'azienda, dalle best practice o dalle esigenze dei clienti.

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