Gestione sostenibile degli eventi dal vivo: perché scegliere il modello ISO 20121
L’ESPERIENZA DI SUONI CONTROVENTO INTEGRA CULTURA E SOSTENIBILITÀ, VALORIZZANDO IL TERRITORIO UMBRO
Quando parliamo di eventi dal vivo, tendiamo spesso a concentrarci sulla parte più visibile: il programma, gli artisti, il pubblico, l’esperienza, l’emozione che si crea in un determinato luogo e in un determinato momento. Ma chi organizza eventi sa bene che dietro quei momenti c’è un sistema molto più complesso: ci sono scelte progettuali, logistiche, ambientali, sociali ed economiche che iniziano molto prima dell’evento e continuano anche dopo la sua conclusione.
Un evento dal vivo non è mai soltanto un appuntamento culturale, musicale o di intrattenimento. È un ecosistema temporaneo, che mobilita persone, territori, fornitori, istituzioni, comunità locali, infrastrutture, mezzi di trasporto, energia, materiali e comunicazione.
E proprio perché è temporaneo, rischia talvolta di essere percepito come qualcosa che “passa” senza lasciare traccia. In realtà, ogni evento lascia sempre una traccia: può essere una traccia ambientale, sociale, economica, culturale.
La domanda è: che tipo di traccia vogliamo lasciare?
EVENTI DAL VIVO: VERSO UNA GESTIONE SOSTENIBILE
La gestione sostenibile degli eventi nasce esattamente da questa consapevolezza: un evento non deve essere valutato solo per la sua riuscita artistica o organizzativa, ma anche per il modo in cui è stato progettato, realizzato, misurato e migliorato.
Sostenibilità, in questo contesto, non significa semplicemente ridurre l’impatto ambientale, pur essendo questo un aspetto fondamentale. Significa governare in modo integrato tutte le dimensioni dell’evento:
- L’ambiente;
- Le persone;
- Il territorio;
- La filiera;
- L'accessibilità;
- La sicurezza;
- La comunicazione;
- La relazione con gli stakeholder.
Gli eventi dal vivo, soprattutto quando si svolgono in luoghi naturali o in contesti territoriali sensibili, concentrano in poco tempo molti impatti potenziali. Pensiamo agli spostamenti del pubblico, agli allestimenti, alla produzione di rifiuti, ai consumi energetici, all’utilizzo temporaneo degli spazi, alla pressione sui servizi locali.
Ma pensiamo anche alle opportunità: promozione del territorio, coinvolgimento delle comunità, educazione del pubblico, creazione di valore economico locale, sviluppo di partenariati, diffusione di messaggi culturali e sociali.
PERCHÈ SCEGLIERE IL MODELLO ISO 20121?
Per questo motivo, la sostenibilità di un evento non può essere affidata alla sola buona volontà o a singole iniziative virtuose. Ha bisogno di metodo. Ha bisogno di obiettivi, ruoli, responsabilità, indicatori, monitoraggio, miglioramento. In altre parole, ha bisogno di essere gestita.
Ed è qui che entra in gioco la norma ISO 20121, lo standard internazionale dedicato ai sistemi di gestione sostenibile degli eventi.
|
Significa partire dall’analisi del contesto, identificare gli stakeholder rilevanti, comprendere gli aspetti significativi di sostenibilità, definire politiche e obiettivi, coinvolgere la filiera, presidiare gli acquisti, la logistica, la comunicazione, la gestione delle location, la sicurezza e l’accessibilità.
Un punto importante è che la ISO 20121 non è una “gabbia” che vincola un’organizzazione a determinati risultati: non chiede a un evento di essere perfetto. Chiede però che l’evento sia governato in modo consapevole, trasparente e migliorabile. Questo è un passaggio fondamentale, perché la sostenibilità non è uno stato definitivo che si raggiunge una volta per tutte: è un percorso, fatto di scelte, misurazioni, apprendimento e miglioramento continuo.
-
CERTIFICAZIONE ISO 20121: L’ESPERIENZA DI SUONI CONTROVENTO
Da questo punto di vista, l’esperienza di Suoni Controvento – evento gestito dall' Associazione Umbra Canzoni e Musica d’autore - è emblematica.
Si tratta di un festival che nasce con una forte identità culturale e territoriale, ma anche con una chiara vocazione ambientale. È un festival estivo che si sviluppa negli spazi naturali umbri, nei parchi, nei borghi storici, in luoghi spesso caratterizzati da un alto valore paesaggistico e naturalistico. La sua proposta unisce musica, teatro, arte, letteratura, incontri e attività diffuse sul territorio, costruendo una relazione stretta tra esperienza culturale e scoperta dei luoghi.
Abbiamo intervistato Lucia Fiumi, Presidentessa di AUCMA:
«Abbiamo scelto di intraprendere il percorso per la certificazione ISO 20121 con Bureau Veritas perché sentivamo la necessità di fare un passo in più rispetto a quello che già facciamo da anni sul tema della sostenibilità.
Per noi non si tratta semplicemente di ottenere una certificazione, ma di mettere ordine, dare metodo e misurare in modo concreto le scelte che facciamo nell’organizzazione del festival.
Suoni Controvento si svolge in luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico e questo ci impone una particolare attenzione verso il territorio che ci accoglie. Ma la sostenibilità, per noi, non riguarda solo l’ambiente: significa anche accessibilità, inclusione, attenzione alle persone, alle comunità locali e alle ricadute che il festival genera sul territorio.
Abbiamo scelto Bureau Veritas proprio per avere un confronto esterno e autorevole, che ci aiuti a capire dove possiamo migliorare. È un percorso impegnativo, ma crediamo sia il modo giusto per far crescere il festival mantenendo coerenti le nostre scelte con i valori in cui crediamo».
Il dato interessante è che, in questo caso, l’ambiente non è semplicemente lo sfondo scenografico dell’evento. È parte integrante dell’esperienza.
Suoni Controvento propone al pubblico di mettersi in cammino, di attraversare i luoghi, di entrare in relazione con il paesaggio e con le comunità. L’ambiente diventa quindi elemento costitutivo dell’atto creativo e dell’identità stessa del festival.
Quando parliamo di sostenibilità degli eventi dal vivo è importante sottolineare questo aspetto: non basta organizzare un evento “in un luogo bello” o “in un contesto naturale”. Occorre interrogarsi su come quel luogo viene scelto, utilizzato, raccontato, rispettato e restituito. Occorre chiedersi se l’evento contribuisce a valorizzare il territorio o semplicemente lo consuma; se coinvolge le comunità locali o le attraversa soltanto; se genera consapevolezza o si limita a produrre intrattenimento.
Nel caso di SuoniControvento, la sostenibilità appare come parte del concept progettuale.
Il festival coinvolge numerosi Comuni e soggetti istituzionali, si colloca in aree di rilevanza ambientale e turistica, promuove un turismo lento e consapevole, propone esperienze multidisciplinari e intergenerazionali, lavora sulla formazione di un pubblico rispettoso dell’ambiente.
Sono tutti elementi che trovano nella ISO 20121 un quadro metodologico utile per essere organizzati, monitorati e migliorati.