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Bureau Veritas Italia aderisce ad AINAssociazione Italiana Nucleare

Feb. 5 2026

CONDIVIDIAMO COMPETENZE E BEST PRACTICE PER LO SVILUPPO DI UNA SOLIDA FILIERA 

Il nucleare è tornato al centro della strategia energetica italiana, come illustrato nel dossier “Nucleare in Italia: Dal dire al fare”, presentato lo scorso 10 dicembre dall’Associazione Italiana Nucleare. 

Con l’adesione ad AIN – Associazione Italiana Nucleare, Bureau Veritas Italia esplicita il suo impegno per sostenere la crescita di una filiera nucleare solida, basata su elevanti standard di sicurezza, trasparenza e sostenibilità.

CRESCITA DEL SETTORE NUCLEARE: I DATI

Alcuni numeri esprimono il dinamismo del settore: 

  • 117.000 nuovi posti di lavoro potenziali, tra tecnici, ingegneri e specialisti di sistema, a testimonianza di un potenziale occupazionale significativo e di una domanda crescente di competenze avanzate;
  • Supply chain in Europa autonoma al 90%, per fare fronte ad una domanda elettrica in crescita del 165% entro il 2030;
  • Investimenti globali sono cresciuti del 40% negli ultimi cinque anni.

Nel mondo sono operativi 420 reattori, con oltre 60 nuovi impianti in costruzione. Accanto ai grandi impianti, avanzano anche le tecnologie modulari: sono 80 i progetti di SMR (Small Modular Reactors) attivi in 19 Paesi, alcuni già in fase di esercizio o prossimi alla connessione alla rete. 

Il nucleare è oggi l’unica tecnologia low-carbon con una supply chain per il 90% interna all’Unione Europea, mentre il 90% dei materiali critici delle rinnovabili proviene dalla Cina. Questo elemento fa del nucleare una leva di autonomia strategica, oltre che un comparto ad alto valore aggiunto: ogni euro investito genera 2,4 euro di indotto tra industria, ricerca e professionalità. 

A ciò si aggiunge la rapida crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale, che secondo le stime riportate da AIN potrebbero far aumentare i consumi elettrici europei di oltre il 160% entro il 2030. 
Una dinamica che sta già mettendo sotto pressione le reti e che richiede capacità programmabile, affidabile e a basse emissioni.

Fondamentale poi il quadro geopolitico: con l’abbandono programmato da parte dell’Europa del gas russo entro il 2027, gli Stati membri dovranno sostituire volumi significativi di energia con fonti interne, sicure e non intermittenti. 

Fonte: AIN – Associazione Italiana Nucleare

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