PRODUZIONI AUDIOVISIVE “GREEN”: L’INTERVISTA A CLAUDIA CRAVOTTA
L'industria audiovisiva ha un forte potere di comunicazione e dovrebbe essere in prima linea nella promozione di buone pratiche per ridurre gli impatti sull'ambiente.
Il modo più efficace per farlo è offrire ai produttori audiovisivi uno strumento chiaro e pragmatico per migliorare la sostenibilità del loro lavoro, nonché un logo che conferisca meriti per averlo fatto.
Sono questi i principi che hanno ispirato la creazione di Green Film, uno strumento creato da Trentino Sviluppo e Trentino Film Commission per promuovere la sostenibilità ambientale delle produzioni audiovisive e per guidare i produttori a lavorare in modo ecosostenibile; una "mission" che Bureau Veritas Italia ha fatto propria, operando come organismo di verifica ai fini del rilascio del logo Green Film.
GREEN FILM: IL PERCORSO DI VIVO FILM
Vivofilm, casa di produzione audiovisiva, ha implementato il protocollo Green Film. A seguito dell’audit di Bureau Veritas, Vivofilm ha conseguito la certificazione Green Film.
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Qual è la motivazione che vi ha portato a certificarvi Green Film?
"La scelta di certificarci nasce dalla volontà di integrare in modo concreto la sostenibilità all’interno dei nostri processi produttivi. Negli ultimi anni abbiamo percepito con crescente chiarezza la responsabilità che una produzione cinematografica ha sull’ambiente e sul territorio in cui opera: non solo dal punto di vista logistico, ma anche culturale.
Green Film ci è sembrato uno strumento efficace, strutturato e misurabile per rendere questa responsabilità parte del nostro metodo di lavoro."
Avevate già un modus operandi allineato alle best practice di sostenibilità o avete dovuto apportare delle modifiche ai vostri comportamenti abituali?
"Alcune buone pratiche erano già consolidate nel nostro workflow – come l’attenzione alla riduzione degli sprechi, l’utilizzo di mezzi condivisi, la scelta di fornitori locali e di partner che utilizzano materiali ecologici. Avevamo inoltre già introdotto l’uso di stoviglie riutilizzabili per il catering e il completo abbandono di materiali monouso, anche nelle azioni più quotidiane come la gestione dell’acqua e del caffè sul set. Tuttavia, il protocollo Green Film ci ha portato a rendere queste pratiche più strutturate, tracciate e condivise tra tutti i reparti, trasformandole in una vera metodologia comune."
La scelta di adottare best practice di sostenibilità ha in qualche modo condizionato la vostra creatività?
"Non possiamo dire che abbia condizionato in modo significativo la creatività del film.
Più semplicemente, ci ha invitato a considerare con maggiore attenzione alcune scelte organizzative e scenografiche, spingendoci a valutare soluzioni più funzionali e meno impattanti. In nessun caso questo ha limitato la visione artistica; piuttosto, ha favorito un approccio più consapevole senza interferire con le esigenze narrative ed estetiche del progetto."
Quali sono stati gli aspetti più impegnativi dell’allineamento al protocollo Green Film?
"La sfida principale è stata la fase iniziale di coordinamento tra reparti.
Ogni produzione coinvolge decine di professionisti con esigenze diverse e la difficoltà maggiore è stata creare una mentalità comune. Anche la parte di raccolta e verifica della documentazione ha richiesto attenzione costante, ma con il tempo è diventata un’abitudine integrata nei processi."
Quali benefici interni avete riscontrato?
"Il più evidente è un miglioramento dell’organizzazione generale.
Il protocollo ha favorito una maggiore comunicazione tra reparti e una pianificazione più accurata. Abbiamo inoltre notato una maggiore sensibilità da parte di tutta la troupe, che ha accolto positivamente l’idea di contribuire attivamente a un set più responsabile.
Uno degli effetti più tangibili è stata la drastica riduzione del materiale monouso, che in passato generava una quantità significativa di immondizia: un cambiamento semplice ma concreto, con un impatto immediato sulla gestione quotidiana del set."
Quali stakeholder sono maggiormente sensibili al valore di questa certificazione?
"Oltre alle istituzioni e ai finanziatori, abbiamo riscontrato un interesse crescente da parte di partner internazionali, broadcaster e piattaforme. Anche i professionisti della troupe – soprattutto le generazioni più giovani – riconoscono e apprezzano il valore di lavorare per una produzione che investe consapevolmente nella sostenibilità."
Come potete aiutare con la vostra arte ad educare alla sostenibilità?
"Il cinema ha un ruolo potente nella creazione di immaginari e comportamenti.
Anche quando non affronta direttamente temi ambientali, può sensibilizzare il pubblico attraverso l’etica con cui viene realizzato.
Crediamo che l’esempio pratico – un set realmente sostenibile, raccontato e condiviso – sia uno degli strumenti più efficaci per stimolare un cambiamento culturale.
Allo stesso tempo, notiamo come il tema della sostenibilità sia sempre più presente anche sullo schermo: le scelte artistiche, i soggetti e ciò che decidiamo di mettere in scena riflettono una sensibilità crescente verso l’ambiente, contribuendo a rendere questo dialogo ancora più evidente e condiviso."
Grazie al Protocollo Green Film e agli audit di verifica di Bureau Veritas Italia, è possibile coniugare la sostenibilità con le esigenze narrative ed estetiche, contribuendo alla diffusione di pratiche sostenibili nell’audiovisivo.