Dal pubblico al privato: i vantaggi della Valutazione di impatto di genere nelle aziende
Feb. 10 2025
IL PUNTO DI VISTA DELL'ESPERTA GIOVANNA BADALASSI
La valutazione di impatto di genere è una best practice comunemente associata alla pubblica amministrazione, ma offre spunti interessanti anche per le aziende private.
LA VALUTAZIONE DI IMPATTO DI GENERE È UNA BEST PRACTICE COMUNEMENTE ASSOCIATA ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. IN POCHE PAROLE, DI COSA SI TRATTA?
La valutazione di impatto genere ha iniziato ad essere sperimentato verso la fine degli anni 80 a livello accademico, per essere poi ufficialmente riconosciuta dall’ONU nel 1995 . A livello europeo è definita come la “Valutazione ex ante di una legge, di una politica o di un programma per individuare in modo preventivo la probabilità che una determinata decisione abbia conseguenze negative per lo stato di parità tra donne e uomini e per riformularla in modo da promuovere in modo proattivo la parità di genere”
Questo tipo di valutazione presuppone dunque una attenzione sistematica alla parità di genere in ogni ambito di intervento politico, e non solo rispetto alle misure direttamente rivolte alle donne, applicando la cosiddetta strategia di “gender mainstreaming”. Si tratta, inoltre, di un esercizio di valutazione condotto ex ante, cioè nel momento in cui si deve formare la decisione politica al fine di adottare decisioni di spesa più eque, efficaci ed efficienti.
In Italia la valutazione di impatto genere non è stata ancora adottata in modo sistematico in ambito pubblico: è stata applicata a livello territoriale per qualche programma europeo oppure inserita all’interno dei bilanci di genere. Dal 2021 l’ufficio studi della Camera ha iniziato però a introdurre in via sperimentale una sezione dedicata alla valutazione di impatto di genere nelle proposte di legge in esame nelle Commissioni, arrivando a produrre ad oggi 42 proposte di legge sostenute da questo tipo di analisi .
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Ci puoi fare qualche esempio di come la Valutazione di impatto di genere aiuta a prendere decisioni politiche migliori?
La valutazione di impatto genere migliora le decisioni politiche perché aumenta la consapevolezza del loro indiretto impatto di genere.
Nel libro “Signora economia” che ho scritto assieme a Federica Gentile (ed. leplurali) , abbiamo fatto parecchi esempi “quotidiani” e a livello territoriale, tratti dalla letteratura scientifica e dalle buone prassi: “…investire in autobus, teatri o biblioteche, ad esempio, favorisce di più le donne, perché, nei dati, studi e ricerche, rappresentano la parte maggioritaria dell’utenza. Anche posizionare più lampioni nelle città aumenta soprattutto il senso di sicurezza delle donne, poiché si possono sentire più libere di uscire da sole e di scegliere lavori che prevedono turni di notte. …Spendere per mantenere i parchi e i giardini beneficia maggiormente chi li frequenta, soprattutto madri con prole, anziane o caregiver, mentre rifare i campi della bocciofila interessa soprattutto un’utenza maschile anziana. Se si promuovono manifestazioni sportive come il pugilato o il ciclismo ci saranno soprattutto spettatori uomini; se invece sosteniamo eventi di danza sportiva o mostre di tessuti e abiti antichi l’utenza sarà più probabilmente femminile. Anche per le infrastrutture possiamo cogliere delle differenze, anche se con qualche difficoltà tecnica in più: costruire una strada, o un ponte, che porta verso una zona industriale dove lavorano prevalentemente uomini, ha un impatto di genere diverso dal costruire una strada che porta verso un centro commerciale, frequentato in maggioranza da consumatrici e lavoratrici. Aprire un mutuo o prendere un finanziamento per ristrutturare la residenza protetta per persone anziane favorisce soprattutto le donne, principali ospiti della struttura, oltre ad essere la maggior parte del personale socio-sanitario che ci lavora….”
Ovviamente questo tipo di valutazioni offre indicazioni ben più strategiche quando viene applicata alle decisioni politiche nazionali, come ad esempio il PNRR, la legge finanziaria, la ristrutturazione del Welfare, le pensioni, la scuola, la sanità ecc. -
La metodologia della valutazione di impatto di genere può essere applicata anche alle aziende private? Quali sono i principali step di questo approccio?
A seconda del tipo di attività svolto dall’azienda la valutazione di impatto di genere assume di volta in volta una diversa rilevanza e modalità di attuazione.
Gli step per fare una valutazione di sostenibilità di genere dell’azienda comprendono quindi una chiara formulazione della mappa degli stakeholder, l’identificazione delle tematiche di genere coinvolte (gender issues), una raccolta di dati e indicatori disaggregati per genere (Kpi) e un’analisi della situazione attuale (identità dell’azienda, contesto interno ed esterno ecc).
Anche un percorso di partecipazione sia interno che esterno all’azienda è importante (con questionari, interviste, focus group ecc), per raccogliere quelle dinamiche che i dati non riescono a rappresentare, ma anche per individuare proposte e obiettivi di miglioramento innovativi. -
Prendiamo il caso di un’azienda farmaceutica: come possiamo leggere il suo impatto con un’ottica di genere?
Una azienda farmaceutica offre la possibilità di svolgere una valutazione di impatto di genere molto interessante, dal momento che si possono prendere in considerazione molteplici tematiche “gender sensitive”. La cura delle persone, appannaggio prevalente delle donne dall’alba dei tempi, include tutt’oggi non solo l’alimentazione e l’accudimento, ma una sorta di sorveglianza attiva della salute dei componenti della famiglia, una forma di triage informale e costante. Parte di questo ruolo assegnato alle donne dai cosiddetti “stereotipi di genere” include anche la valutazione delle medicine da somministrare, a sé stesse e ai componenti della propria famiglia.
Nel mondo della farmaceutica, questo si traduce in elevato tasso di femminilizzazione in tante professioni coinvolte nella catena del valore: le donne sono in maggioranza tra i ricercatori, i dipendenti, gli informatori scientifici, i farmacisti, i buyer nelle farmacie ospedaliere, i rappresentanti o fondatori delle associazioni dei pazienti, fino ad arrivare al cliente finale. Le donne, infatti, non solo sono la maggior parte tra gli acquirenti e i consumatori di farmaci, ma anche tra i decisori di acquisto nelle famiglie.
Occorre infine considerare il portato della medicina di genere legato non solo alla diversa biologia di donne e di uomini, ma anche ai differenti comportamenti e stili di vita, senza contare i fattori di rischio come l’obesità, il fumo e l’alcool, che penalizzano maggiormente gli uomini, o le conseguenze sulla salute fisica e mentale della violenza, della quale troppe donne sono ancora oggi vittime. -
Quali benefici si ricavano da una valutazione dell’impatto di genere?
La valutazione di impatto di genere fa parte degli strumenti necessari perché un’azienda possa adottare una concreta ed efficace strategia di parità sia al proprio interno che nel contesto esterno nel quale agisce.
Tra i benefici più visibili si possono ricordare il pieno sviluppo del potenziale produttivo e innovativo, eliminando le perdite di talento dovute alla discriminazione di genere o alle difficoltà della conciliazione, e una migliore qualità del proprio personale dirigente grazie all’apporto della diversity, oltre ai benefici di una migliore reputazione. Si tratta di benefici strutturali che si possono apprezzare soprattutto in una visione di medio termine, poiché il cambiamento e l’innovazione prodotti dalla parità di genere hanno bisogno di qualche tempo per tradursi in un maggiore, e misurabile, valore aggiunto per l’azienda.
Numerosi studi hanno però mostrato, anche con la concretezza dei numeri (qui di seguito riportiamo alcuni esempi) che questi vantaggi sono certi, soprattutto quando un’azienda si impegna in una strategia di parità convinta e si avvale di strumenti specifici come, ad esempio, la valutazione di impatto di genere.
Vantaggi economici e finanziari:- +15% nella redditività dell’azienda ogni aumento del 30% di donne nella leadership (CEO, CDA e management) di un’azienda
- +6,6% nel valore azionario se aumenta il numero delle donne nelle posizioni di potere del 10% o più e +5% se l’azienda ha una CEO donna
- +3,5% di aumento dell’EBIT ogni 10% di aumento della diversità di genere
Vantaggi per le quote di mercato:
- +45% di migliori risultati nell’incremento di quote di mercato dove le donne sono valorizzate e +70% di migliori risultati nel tasso di apertura di nuovi mercati .
Vantaggi per la capacità innovativa dell’azienda:
- +89% di probabilità di maggiore potenziale innovativo nelle aziende con pari ascolto per donne e uomini
Vantaggi per la reputation dell’azienda:
- Per il 34% degli intervistati di una ricerca USA, le donne sono considerate leader più oneste contro il 3% che lo pensa degli uomini .
Vantaggi per la sostenibilità ambientale dell’azienda:
- Nelle aziende si produce una riduzione emissioni di CO2 dello 0,5% ogni 1% di aumento di donne manager
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CONSULTA LE FONTI UTILIZZATE DA GIOVANNA BADALASSI
- Altunbas Y., et al (2021) Does gender diversity in the workplace mitigate climate change?, Bank for international settlements
- Badalassi G., Gentile F., (2024) Signora economia, ed. leplurali
- Camera dei Deputati, Servizio Studi (2024) Legislazione e politiche di genere
- EIGE, European Institute for Gender Equality, Gender Impact Assessment
- Noland M., Moran T., Study: Firms with More Women in the C-Suite Are More Profitable Harvard Business Review, (2016)
- Pew Research Center. (2015) Women and Leadership
- Sylvia Ann Hewlett, Melinda Marshall, and Laura Sherbin “How Women Drive Innovation and Growth” (2013)
- United Nations, 1995 Fourth World Conference on Women, Beijing Platform for action
- Vivian Hunt, Dennis Layton, and Sara Prince (2015) Why Diversity Matters McKinsey & Company
- WGEA, Bankwest Curtin Economics Centre (2020), Gender Equity Insights