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Le aziende si raccontano • Acetificio Aretino s.r.l.

TESTIMONIANZE DI CLIENTI STORICI CHE DA OLTRE 25 ANNI SCELGONO QCERTIFICAZIONI

Dal 1955 uno dei maggiori produttori di aceto con sede ad Arezzo, immerso nella campagna, rispetta l’ambiente grazie al suo impianto fotovoltaico, che gli fornisce oltre il 65% del proprio fabbisogno energetico. Tradizione, tecnologia ed innovazione contraddistinguono Acetificio Aretino, dotato di moderni impianti di acetificazione e di imbottigliamento.

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Gian Paolo
Bonci

Ragioniere

La certificazione Bio è un valore aggiunto dell’azienda che ha aperto possibilità commerciali in Italia e nei mercati esteri.

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Cosa vi ha spinto a cogliere la scommessa del Bio?

Il rispetto della natura, dato che non vengono utilizzati pesticidi chimici potenzialmente dannosi per la salute del consumatore e quindi dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti. Inoltre, è sempre più frequente la scelta del consumatore di acquistare alimenti biologici al posto di quelli convenzionali, visti come prodotti più naturali e salutari.

Una volta conseguita, la certificazione Bio ha aperto la strada ad altri progetti e/o nuovi mercati?

La certificazione Bio coinvolge maggiormente le piccole aziende agricole che, a differenza delle multinazionali, preservano nella maggior parte dei casi requisiti più sostenibili con l’ambiente. È un valore aggiunto dell’azienda che ha aperto possibilità commerciali in Italia e nei mercati esteri.

Quali trasformazioni avete notato nel mercato del Bio nel vostro settore?

Il Bio contribuisce positivamente all’immagine dell’ azienda e quindi ad aumentarne il margine di profitto. Il mercato del Bio nel nostro settore sia in Italia che all’estero, non ha avuto cambiamenti di rilievo negli ultimi anni, in quanto ricopre la domanda di un mercato di nicchia.

Come è cambiato l’atteggiamento del consumatore?

Alla luce dell’agenda 2030 e dell’impegno per uno sviluppo sostenibile a livello globale, il consumatore avrà un’attenzione sempre crescente e più attenta verso il biologico anche negli anni a venire.

Quale consiglio vorreste dare alle nuove generazioni di imprenditori del Bio?

Scegliere accuratamente i fornitori, consolidarli e diversificarli; iscriversi a marchi di tipicità, pubblicizzare il marchio bio via internet, tramite partecipazione a fiere e diffondere la conoscenza e i vantaggi per la salute del prodotto bio.