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Etichettatura dei prodotti alimentari

Feb. 6 2025

L’UE CHIEDE REGOLE PIÙ STRINGENTI PER TUTELARE I CONSUMATORI 

La recente relazione della Corte dei Conti europea in materia di “Etichettatura degli alimenti nell’UE” ha messo in evidenza la necessità di una revisione e di un’armonizzazione delle norme vigenti. A seguito di un complesso lavoro di analisi, è emerso che alcune normative e regolamentazioni poco efficaci hanno consentito che sulle confezioni dei prodotti alimentari, le informazioni obbligatorie e puntuali relative alla merce commercializzata fossero affiancate da indicazioni volontarie con finalità promozionale inserite dai produttori allo scopo di valorizzare il prodotto. Questa tipologia di messaggi, dal contenuto talvolta ambiguo, può essere mal interpretata dal consumatore che di fatto viene lasciato solo e con pochi strumenti per comprendere precisamente le caratteristiche dell’alimento. 

Si tratta di una pratica lecita entro certi limiti che tuttavia depotenzia la funzione propria dell’etichetta, cioè di fornire al consumatore informazioni chiare, precise, comprensibili e non fuorvianti sul contenuto di un prodotto così da poter scegliere e acquistare in modo consapevole.

A regolare la tipologia di informazioni apposte sulla confezione sono due gruppi di norme UE:

  • LE NORME ORIZZONTALI
    Tra queste: il Regolamento sulla legislazione alimentare generale del 2002; il Regolamento sulle indicazioni del 2006 che comprende le norme sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute; il Regolamento sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori del 2011; le norme su elementi come gli additivi o il luogo d’origine e il Regolamento sull’organizzazione comune dei mercati 2013 che definisce le regole per la commercializzazione dei prodotti;
  • LE NORME VERTICALI
    Che fanno riferimento a specifici gruppi di prodotti alimentari tra cui: vino, uova, miele, olio d’oliva, carni bovine, alimenti per la prima infanzia.

Dunque, in base a quanto previsto, sull’imballaggio di un prodotto alimentare, si troveranno sempre informazioni come: elenco degli ingredienti, allergeni, etichettatura di origine, quantità di ingredienti, dichiarazione nutrizionale, istruzioni per l’uso e la conservazione e indicazione della data. 

Accanto a queste ed altre informazioni, tuttavia, si potrebbero trovare anche dichiarazioni come “ad alto contenuto di proteine”, “fresco”, “naturale” o loghi grafici che valorizzano solo alcuni aspetti dell’alimento, spostando l’attenzione su elementi percepiti dall’acquirente come positivi ma che di fatto rendono vane le informazioni puntuali obbligatorie e che, se lette correttamente, potrebbero evidenziare che un certo alimento pur essendo proteico, contiene più zuccheri che proteine. 

Inoltre, specialmente nel caso della presenza di indicazioni botaniche - come ad esempio “il ginseng apporta energia e recupero muscolare” - si ha a che vedere con dichiarazioni non verificate scientificamente e basate sull’auto attestazione.


Ulteriore confusione, secondo l’indagine della Corte, viene poi generata dalla presenza di un punteggio o valutazione espressa in lettere o simboli sulla qualità dell’apporto nutrizionale dell’alimento, una tipologia di informazioni che non sempre viene comprese in modo chiaro dai consumatori. E le cui modalità di rappresentazione sono scelte in modo differente nei singoli Paesi.


Sulla base di questi e di ulteriori elementi, dunque, la Corte nella sua relazione conclude e chiede che si intervenga entro il 2027 in modo da aggiornare e armonizzare il quadro normativo, da sanzionare quando necessario gli operatori economici e tutelare il consumatore finale. 

Tali considerazioni sono contenute in cinque raccomandazioni conclusive che indicano la direzione e le azioni da intraprendere nei prossimi anni, occorrerà quindi: 

  1. Colmare le lacune del quadro giuridico dell’UE in materia di etichettatura degli alimenti
  2. Impegnarsi maggiormente per analizzare le pratiche in materia di etichettatura
  3. Monitorare le aspettative dei consumatori e intraprendere azioni per aiutarli a capire meglio le etichette degli alimenti 
  4. Rafforzare i controlli degli Stati membri sulle etichette volontarie e sul commercio al dettaglio online
  5. Migliorare la rendicontazione relativa all’etichettatura degli alimenti.