L’impatto sociale del Cambiamento Climatico
MOLTIPLICATE LE MINACCE PER LA SALUTE UMANA, SPECIE NEI CONTESTI VULNERABILI
L’imminente avvio del nostro Master sul Climate Change ci induce a riflettere sull’impatto sociale del Cambiamento Climatico, ascoltando la voce autorevole di Medici Senza Frontiere.
“Per noi il Cambiamento Climatico significa dover adattare continuamente le operazioni per rispondere a nuovi bisogni: l’aumento di popolazioni che si spostano, epidemie che cambiano geografia, bisogni sanitari che evolvono rapidamente e rendono la risposta più complessa.”
Chiara Montaldo, Head of Medical Unit Medici Senza Frontiere.
CAMBIAMENTO CLIMATICO: qual è la SITUAZIONE ATTUALE?
Il Cambiamento Climatico rappresenta una minaccia esistenziale per la salute umana globale, con effetti sproporzionatamente gravi sulle popolazioni più vulnerabili. Mentre i Paesi ricchi possono investire in adattamento e mitigazione, le comunità a basso reddito e quelle colpite da crisi umanitarie devono affrontare una dura lotta per la sopravvivenza.
Le ricerche di Medici Senza Frontiere e del Lancet Countdown on Health and Climate Change dimostrano che sono necessarie azioni urgenti e coordinate per affrontare questa crisi.
Il Cambiamento Climatico agisce come un "moltiplicatore di minacce", amplificando i problemi di salute esistenti e creando nuove vulnerabilità.
Secondo il rapporto 2024 del Lancet Countdown, ben 10 su 15 indicatori che monitorano i pericoli sanitari legati al clima hanno raggiunto livelli record negli ultimi anni.
Tuttavia, questa crisi non colpisce tutti allo stesso modo. Le persone che vivono in povertà estrema o in contesti di conflitto armato, le comunità che risiedono in aree geograficamente vulnerabili e le popolazioni già affette da crisi umanitarie - epidemie, disastri, carestie - subiscono il carico sproporzionato degli impatti climatici sulla saluteFonte: MSF and the Lancet Countdown Joint Brief 2025
L'ingiustizia è ancora più marcata quando si considera che le comunità più colpite sono spesso quelle che hanno contribuito meno al problema. I Paesi a basso e medio reddito, che rappresentano la maggior parte della popolazione mondiale, producono una frazione minore delle emissioni globali di gas serra, eppure soffrono le conseguenze più severe.
Secondo Medici Senza Frontiere, il 69,9% dei decessi annuali globali dovuti a "malattie sensibili al clima" si concentra in queste regioni, con un carico cumulativo che si stima in milioni, se non decine di milioni, di morti ogni anno.
Fonte: Medici Senza Frontiere - La crisi climatica e la salute nei contesti umanitari
QUALI SONO GLI IMPATTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SULLA SALUTE?
MALATTIE SENSIBILI AL CLIMA: UN PANORAMA COMPLESSO
Il Cambiamento Climatico modifica la distribuzione geografica e la stagionalità di molte malattie infettive. Ad esempio, l'aumento delle temperature espande gli habitat adatti alle zanzare che trasmettono la dengue, mentre le alterazioni nei modelli di pioggia influenzano la disponibilità di acqua stagnante necessaria per la riproduzione dei vettori.
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MALATTIE INFETTIVE
Particolarmente preoccupante è la situazione della meningite batterica nella regione del Sahel, dove si prevede un aumento dei casi con l'aumento delle temperature. Allo stesso tempo, malattie come la febbre di Lassa, la tripanosomiasi africana umana (HAT) e altre febbri emorragiche virali stanno attraversando cambiamenti nella loro distribuzione geografica, con il potenziale di esporre nuove popolazioni a rischi precedentemente sconosciuti.
La malnutrizione rappresenta una delle conseguenze più dirette e devastanti del Cambiamento Climatico sulla salute. La siccità prolungata, le inondazioni estreme e i modelli meteorologici imprevedibili compromettono la produzione agricola e la disponibilità di cibo.
Nel Madagascar, in molte regioni vulnerabili dell'Africa subsahariana, dell'Asia meridionale e dell'America Latina, il cambiamento climatico sta intensificando la fame e la malnutrizione, con conseguenze particolarmente gravi per i bambini.
Oltre alle malattie infettive, il Cambiamento Climatico aggrava anche le malattie non trasmissibili:- L'aumento delle ondate di calore è associato a un incremento della mortalità e della morbilità per malattie cardiovascolari e ictus, specialmente tra gli anziani e le persone con fragilità preesistenti;
- L'inquinamento atmosferico, aumentato anche dai cambiamenti climatici, contribuisce a malattie respiratorie croniche e cancro polmonare.
L'IMPATTO SULLE OPERAZIONI UMANITARIE E SULLA ASSISTENZA SANITARIA
Uno dei cambiamenti più significativi nei contesti dove operano organizzazioni come MSF è il passaggio da crisi che si verificavano sequenzialmente a crisi che si verificano contemporaneamente.
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IL CASO DELLA CAMPAGNA VACCINALE IN SUD SUDAN
Nel 2024, nel Sud Sudan, i team di MSF hanno dovuto affrontare una sfida senza precedenti: durante una campagna di vaccinazione multiantigene, l’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche ha costretto la popolazione a cambiare il suo stile di vita sedentario verso un semi-nomadismo stagionale. Questo ha reso estremamente difficile il completamento della campagna vaccinale pianificata in tre fasi.
Purtroppo non si tratta di un caso isolato: i dati geospaziali mostrano che numerosi progetti MSF hanno un'alta probabilità di essere colpiti da rischi climatici, tra cui:- Calore estremo prolungato (45 progetti);
- Inondazioni diffuse (>70 progetti);
- Siccità estreme (>78 progetti);
- Scarsità d'acqua (97 progetti). Si tratta di eventi che spesso si verificano uno dopo l'altro o addirittura contemporaneamente.
Ancora più preoccupante è come gli eventi climatici estremi possono interrompere i servizi sanitari di routine. Quando un disastro climatico come un'inondazione o un uragano colpisce, i sistemi sanitari spesso sospendono i servizi non urgenti per concentrare le risorse sull'assistenza emergenziale. Tuttavia, questo ha conseguenze devastanti per i pazienti che dipendono da servizi a lungo termine per la loro sopravvivenza.
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IL CASO DEL CICLONE IDAI IN MOZAMBICO
Ad esempio, durante il ciclone Idai in Mozambico nel 2019, i servizi di assistenza all'HIV sono stati completamente interrotti per settimane. Per quanto MSF sia riuscita ad adattare la fornitura di servizi decentralizzando l'assistenza, questo esempio illustra come il cambiamento climatico possa avere effetti indiretti ma potenzialmente letali sulla salute delle popolazioni vulnerabili.
Sebbene un elemento cruciale della risposta al cambiamento climatico preveda lo sviluppo di sistemi di allarme precoce efficaci, i tagli ai finanziamenti hanno indebolito i sistemi di sorveglianza meteorologica e sanitaria, compromettendo la capacità di anticipare e rispondere ai rischi legati al clima.
Meno della metà dei "Paesi meno sviluppati" (PMS) delle Nazioni Unite dispone di sistemi di allarme precoce multisettoriali completamente sviluppati. Questo espone le popolazioni più vulnerabili a un rischio maggiore degli impatti dei shock climatici.
Nonostante le informazioni climatiche siano aumentate a livello mondiale, spesso rimangono frammentate, eccessivamente tecniche, rivolte principalmente in inglese.
MSF ha affrontato questo problema sviluppando i "Seasonal Outlooks"— rapporti che riassumono i recenti trend climatici e i loro impatti sui Paesi dove l'organizzazione opera.
Questi rapporti, che utilizzano un approccio "One Health", hanno dimostrato di essere trasformativi. Ad esempio, l'East Africa Seasonal Outlook ha attirato l'attenzione su livelli di acqua senza precedenti nel Lago Vittoria e i conseguenti effetti sulle pianure alluvionali nel Sud Sudan, portando ad azioni collaborative per sviluppare strumenti di previsione delle inondazioni.
INTEGRAZIONE DEI DATI CLIMATICI E SANITARI
Un'altra priorità cruciale è l'integrazione sistematica dei dati climatici e ambientali nei sistemi di sorveglianza sanitaria pubblica. Attualmente, solo il 23% dei Paesi membri dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha sistemi di sorveglianza sanitaria pubblica che integrano informazioni meteorologiche. Questa lacuna limita la capacità di prevedere e rispondere ai cambiamenti nei modelli di malattie sensibili al clima.
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Malaria Anticipation Project
MSF sta affrontando questo problema attraverso iniziative come il Malaria Anticipation Project (MAP), che utilizza modelli di machine learning per prevedere il tempismo e l'intensità dei potenziali picchi di malaria, fortemente influenzati da fattori ambientali. Inoltre, un progetto pilota in Nigeria sta analizzando i dati di sorveglianza della malaria dal 2016 per migliorare la comprensione della relazione tra clima e prevalenza della malattia.
LACUNE NELLA RICERCA E NELLA CONOSCENZA
Medici Senza Frontiere denuncia l'esistenza di lacune sostanziali nella letteratura scientifica riguardante gli impatti del cambiamento climatico sulla salute nei contesti vulnerabili. Sebbene la letteratura sulla salute e il cambiamento climatico sia aumentata negli ultimi anni - con 4.080 pubblicazioni nel 2023, un aumento del 7,4% rispetto al 2022 - la maggior parte di questi articoli si concentra su Paesi con un indice di sviluppo umano elevato o molto elevato.
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IL RAPPORTO DI VALUTAZIONE DELL'IPCC
Anche l'ultimo rapporto di valutazione dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) presenta lacune significative riguardanti le malattie sensibili al clima rilevanti per i contesti a rischio umanitario. Malattie come la meningite, il morso di serpente, la leishmaniasi, il morbillo, l'Ebola e la tripanosomiasi africana umana sono state identificate come malattie sensibili al clima e problemi sanitari umanitari, ma sono sottodenunciate o assenti dal rapporto IPCC più recente.
Non mancano comunque i segnali positivi: il Piano d'Azione Globale dell'OMS sul Cambiamento Climatico e la Salute (2025) promuove l'integrazione del clima e della salute nelle politiche globali e nazionali e nei sistemi sanitari. È in questa direzione che ci auguriamo gli attori istituzionali e accademici lavoreranno congiuntamente, per colmare le attuali lacune.