Certificazione unica per la filiera moda: l'infrastruttura per la qualità si candida a supporto del sistema
Nov. 19 2025
IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA LA CERTIFICAZIONE UNICA DI CONFORMITA DELLA FILIERA MODA
Inserita nel Disegno di legge per le PMI in approvazione alla Camera dei Deputati, prevede che le
verifiche per la certificazione siano affidate solo a società di revisione o a revisori.
Coinvolgere anche gli organismi di certificazione garantisce maggiore trasparenza, imparzialità e
competenza nelle attestazioni, con minori oneri per le imprese.
È in discussione alla Camera dei deputati il Disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese, che segna un passaggio significativo per il settore della moda italiana.
Il provvedimento introduce un regime volontario di “certificazione unica di conformità della filiera della moda”, finalizzata a garantire la tracciabilità lungo tutta la filiera, dalle società capofila ai subfornitori, corrette condizioni di lavoro e rispetto delle regole fiscali e previdenziali.
Nel testo del Ddl vengono indicati revisori e società di revisione quali responsabili delle verifiche finalizzate all’ottenimento della certificazione.
IL RUOLO DEGLI ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE SECONDO IQ - infrastruttura per la qualità
L’Infrastruttura per la Qualità (IQ), composta da INRiM, UNI, CEI, Accredia, Conforma, Assotic e
Unioncamere, sottolinea che coinvolgere anche organismi di certificazione e/o di verifica e validazione nella valutazione di conformità della filiera moda consentirebbe una maggiore diversificazione del mercato, evitando concentrazioni, garantendo competenza, indipendenza, elevati standard di qualità e uniformità nelle attestazioni, con minori oneri per le imprese.
Le componenti dell’Infrastruttura per la Qualità intendono segnalare quindi al Governo la loro disponibilità ad avviare un percorso condiviso che porti ad avere come riferimento delle norme tecniche per la valutazione della conformità finalizzate a garantire legalità, trasparenza e sostenibilità nel settore della moda.
Gli Enti di certificazione che ne fanno parte, con la garanzia di un sistema di accreditamento, in quanto possessori dei requisiti richiesti dalle norme per svolgere attività di valutazione della conformità, agirebbero con l’obiettivo comune di assicurare che prodotti e servizi siano sicuri, affidabili e conformi a standard riconosciuti supportando al contempo la crescita sostenibile delle imprese.
Le componenti dell’Infrastruttura per la Qualità sono caratterizzate dalla loro unicità e dal riconoscimento ufficiale a livello nazionale, inoltre l’appartenenza alle rispettive reti mondiali ed europee di standardizzazione, accreditamento e certificazione garantisce la conformità del loro modus operandi alle norme internazionali e l’uniformità delle loro procedure a quelle applicate dagli altri Enti internazionali, permettendo alle imprese italiane di entrare più agevolmente nei mercati internazionali.
L’apertura al sistema delle regole dell’IQ renderebbe il nuovo quadro legislativo un’opportunità e non un carico burocratico aggiuntivo per le aziende: uno strumento per trasformare la conformità normativa in valore competitivo, rafforzando la fiducia dei mercati e dei consumatori.
Attraverso norme tecniche condivise e un approccio orientato all’eccellenza, l’IQ può accompagnare le imprese verso un modello di sviluppo equo, tracciabile e green, capace di coniugare tradizione, innovazione e responsabilità sociale.