L’ITALIA PERDE DUE PUNTI
L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), elaborato annualmente da Transparency International, nasce nel 1995 ed è diventato il principale indicatore globale della percezione della corruzione nel settore pubblico. Il punteggio finale assegnato dall’Indice è determinato in base ad una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello di corruzione percepita). In base a questo punteggio viene stilata una classifica dei 180 paesi.
L’Italia, con 54 punti su 100, per la prima volta dal 2012 perde posizioni. Questo punteggio colloca il Paese al 52° posto nella classifica globale ed al 19° posto tra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea.
Il CPI 2024 fotografa nel complesso un’Europa occidentale in cui, pur rimanendo la regione con il punteggio più alto (64), gli sforzi per combattere la corruzione sono fermi o in diminuzione. In particolare, il report di quest’anno sottolinea come porre l’integrità al centro delle politiche globali contribuirebbe a frenare gli effetti del cambiamento climatico e raggiungere nuovi traguardi di sostenibilità.
Per far fronte a questa situazione, nel 2023, la Commissione Europea ha proposto una Direttiva Anticorruzione che consentirebbe di armonizzare la legislazione anticorruzione degli Stati Membri, rendendo obbligatoria nel diritto comunitario l’incriminazione per i reati previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC). Il testo finale di questa direttiva è in fase di negoziazione.
L’Italia, dal canto suo, nell’ultimo decennio ha registrato positivi cambiamenti in chiave anticorruzione, prima con l’adozione di normative in materia di whistleblowing e successivamente in materia di appalti pubblici. Tuttavia, il Transparency International Italia ritiene che la mancanza di una regolamentazione in tema di conflitto di interessi nei rapporti tra pubblico e privato, e l’assenza di una disciplina in materia di lobbying abbiano portano il Paese a perdere posizioni nell’ultimo anno.
In questo contesto, il ruolo della certificazione accreditata si conferma ancora una volta un alleato per le aziende. Infatti, tramite la norma ISO 37001 sulla prevenzione della corruzione le aziende possono implementare dei presidi efficaci, segnale di responsabilità e sensibilità al tema. Allo stesso modo, con la più recente ISO 37301 Linea Guida per i sistemi di gestione della compliance, pubblicata nel 2021, le aziende sono portate a gestire la compliance in modo integrato e con benefici anche per il MOG 231/01.