L'INTERVISTA A GIULIANA DA VILLA, RESPONSABILE SOSTENIBILITÀ, AMBIENTE E SICUREZZA DEL GRUPPO VERITAS
Gruppo Veritas è la prima utility italiana ad aver tracciato nove filiere dei rifiuti, secondo la prassi nazionale UNI/PdR 132:2025 “Requisiti per il monitoraggio e la verifica dei flussi di rifiuti urbani ai fini della rendicontazione per il calcolo degli obiettivi di riciclaggio”, a partire dal conferimento da parte dei cittadini, fino alla raccolta, trattamento e infine riutilizzo o trasformazione dei vari materiali.
Bureau Veritas Italia ha tracciato e verificato i flussi di carta cartone e tetrapak, vetro, plastiche, metalli, frazione organica, verde sfalci e ramaglie, rifiuto secco residuo, legno e ingombranti raccolti nel 2022 nei 45 Comuni del territorio del Gruppo Veritas, cioè nell’intera Città metropolitana di Venezia e a Mogliano Veneto.
I processi sono stati quindi certificati per la prima volta in Italia secondo la prassi nazionale UNI/PdR 132:2025, confermando il rispetto dell’obiettivo del 65% di effettivo recupero che l’Unione europea ha fissato entro il 2035.
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LA CERTIFICAZIONE UNI/PDR 132 HA CORONATO UN PERCORSO SULLA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI AVVIATO MOLTO TEMPO PRIMA. CHE COSA VI AVEVA SPINTO AD INTRAPRENDERE QUESTO PERCORSO, PRIMA ANCORA DELLA PUBBLICAZIONE DELLA BEST PRACTICE UNI?
"Dare risposta ad una delle domande poste di frequente dai cittadini: “dove vanno a finire i rifiuti che conferiamo?”
È stato quello che ci ha mosso, oramai dieci anni fa. Attraverso la tracciabilità di tutte le principali filiere di trattamento delle frazioni urbane raccolte, il Gruppo Veritas rendiconta annualmente a tutti gli stakeholder le proprie performance in termini di effettivo riciclo e recupero dei rifiuti gestiti, fornendo dati oggettivi e certificati. Ciò consente di valutare come il territorio veneziano si colloca rispetto agli obiettivi di riciclaggio imposti dalla normativa europea e nazionale, definiti in particolare dal pacchetto di Direttive europee sull’economia circolare relative ai rifiuti, agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio, e recepiti a livello nazionale con il D.Lgs. 116/2020 ".
COME AVETE AFFRONTATO IL PERCORSO PER L’IMPLEMENTAZIONE DELLA UNI/PDR 132:2025? QUANTO È STATO FONDAMENTALE MOTIVARE E COINVOLGERE I DIVERSI ATTORI DELLE FILIERE?
"Inizialmente, per garantire un efficiente sistema di tracciabilità è stato stilato uno specifico disciplinare tecnico per ogni filiera, che raccoglie le regole che tutti gli attori coinvolti devono seguire per ottenere l’attestazione di conformità. Naturalmente il coinvolgimento delle aziende partner è stato essenziale, ma la restituzione dei risultati, anche divulgativa, ha aiutato molti nei loro scopi divulgativi, quindi l’adesione c’è sempre stata. L’implementazione della UNI/PdR 132:2025, alla stesura della quale abbiamo contribuito proprio con il nostro disciplinare “tipo”, è stata quindi una diretta conseguenza" .
SIETE LA PRIMA UTILITY IN ITALIA AD AVER TRACCIATO NOVE FILIERE DEI RIFIUTI SECONDO LA PRASSI UNI/PDR 132:2025: QUALI TRA QUESTE FILIERE HANNO RAPPRESENTATO LE MAGGIORI COMPLESSITÀ DAL PUNTO DI VISTA DELLA RACCOLTA DATI?
"Ad oggi siamo arrivati a 10 filiere tracciate. Ogni anno facciamo un passo avanti. La più complessa è la filiera dei rifiuti ingombranti, dove purtroppo, nonostante il grande lavoro di selezione a valle, una parte importante di questi rifiuti non può essere recuperata. Per questo bisogna lavorare sulla prevenzione in questo caso".
AVETE GIÀ SUPERATO L’OBIETTIVO DEL 65% DI EFFETTIVO RECUPERO CHE L’UNIONE EUROPEA HA FISSATO ENTRO IL 2035. QUALI SONO I PRINCIPALI BENEFICI DI GIOCARE D’ANTICIPO?
"Innanzi tutto, avere una raccolta dati consolidata e certificata ci mette al riparo da ogni critica. Inoltre, lo sviluppo industriale che il Gruppo Veritas ha promosso nell’Ecodistretto di Porto Marghera è stato programmato grazie alla profonda conoscenza dei numeri per ogni filiera di rifiuto. Quindi lo sviluppo industriale va di pari passo con la conoscenza profonda che le filiere tracciano".
TRACCIARE LE FILIERE PERMETTE DI CERTIFICARE L’EFFETTIVO RECUPERO E TRASFORMAZIONE IN NUOVE MATERIE PRIME SECONDE: QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO?
"Attualmente nell’Ecodistretto sopra citato è stato avviato un impianto di trattamento di rifiuti a matrice plastica non pericolosi con operazioni di selezione e cernita, eventuale adeguamento volumetrico, con cessazione di qualifica di rifiuti per l’ottenimento di plastica End of Waste, ed è in corso di costruzione un impianto di trattamento della carta. Quindi in sostanza, in un arco di circa 3 Km vengono trattati tutti i rifiuti della Città metropolitana di Venezia, che serve una delle aree più turistica d’Italia, tra la città di Venezia e tutte le spiagge del litorale, con un numero di presenze turistiche sempre in aumento, conseguentemente un aumento della quantità di rifiuti così come dell’acqua erogata e dell’acqua depurata, ma questa è un’altra tracciabilità….".