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Digitalizzazione e Innovazione per aumentare la competitività

Sep. 1 2021

Nel 2020, la pandemia causata dal virus COVID-19 e il distanziamento fisico imposto per contenerne gli effetti, sembrano aver accelerato il processo di digitalizzazione oltre che nelle grandi imprese anche nelle PMI.

Per periodi più o meno prolungati e in alcuni casi ancora oggi, si è fatto ricorso a smart working, telelavoro, software per videoconferenze, strumenti e server per condividere dati e continuare a lavorare in team, annullando gli effetti della distanza. Una situazione che, in molti casi, ha colto impreparati dal punto di vista degli strumenti digitali a disposizione, poiché quelli in uso erano in numero insufficiente oppure inadatti.
Prendendo in esame le previsioni di spesa, nel 2020, in ICT della sola Pubblica Amministrazione (inclusi il settore sanità ed education), si stima che siano investiti 6,2 miliardi di euro, con un incremento del 4,3% rispetto all’anno precedente (La spesa ICT nella PA italiana 2020). 
Riguardo al settore privato, invece qualcosa è stato fatto sul fronte dell’utilizzo di nuovi canali di vendita e commercializzazione online, per sopperire all’impossibilità di un’interazione fisica. Nonostante ciò, il grado di penetrazione dell’ICT nelle imprese italiane si mantiene stabile su livelli bassi rispetto alle medie europee.
Il Digital Economy and Society Index (DESI) del 2020 relativo all’anno 2019 ci posiziona tra gli ultimi in Europa.
Per reagire a tale situazione e stimolare l’adozione diffusa del digitale, sono previsti investimenti per circa 63 miliardi di euro, il 27% dei 235 miliardi di euro totali derivanti dal Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dai fondi React-Eu (rispettivamente 222 e 13 miliardi).

Un’accelerazione in tal senso diviene ancor più fondamentale se si pensa che nel 2020 la Commissione europea ha individuato basi e linee guida di quella che già viene indicata come la “quinta rivoluzioneindustriale o Industry 5.0. Tale approccio supererà il precedente concetto di Industria 4.0, fondato sull’idea di integrazione della relazione uomo-macchina e su una produzione più efficiente, sostenibile, veloce e quindi anche economica.
Questa “quinta rivoluzione” integrerà automazione e controllo dei processi, propri dell’Industria 4.0 con la centralità dell’essere umano, come lavoratore e cittadino, nell’ordine di favorire la prosperità e la crescita rispettando il pianeta e ponendo il benessere del lavoratore al centro del processo produttivo. Si tratta di elementi che oggi fanno già parte delle priorità dell’agenda della Commissione con iniziative quali lo “European Green Deal”, “Europe Fit for the Digital Age” e “An Economy That Works for People”.

In questo scenario occorre che quelle imprese che ancora non si sono adeguate, siano esse PMI o realtà di dimensioni più grandi, recuperino il tempo perduto e colmino il divario tecnologico dotandosi di strumenti adatti, formando i propri dipendenti e includendo nel proprio organico professionisti specializzati nell’accompagnare la transizione al digitale.

Tra le figure alle quali l’azienda può ricorrere, anche attraverso la formazione di dipendenti già presenti in azienda, vi è il Servitization Manager. Si tratta di un esperto in grado di riorganizzare il modello di lavoro aziendale sostituendo la formula più classica di acquisto di prodotti e strumenti con quella più efficace che prevede l’acquisto di un servizio, secondo il modello del Product-service System. Facciamo un esempio: al posto di acquistare alcune fotocopiatrici, l’inchiostro e la carta necessarie, si acquisterà un servizio che garantirà di avere sempre a disposizione quello che serve, senza dover sborsare denaro per un bene materiale che potrebbe invecchiare relativamente in fretta dal punto di vista tecnologico e per il quale si dovrebbe prevedere una spesa per la manutenzione e l’aggiornamento. Scegliendo dunque questa seconda formula di acquisto del servizio si avrà, per l’appunto, un servizio completo: fogli, inchiostro e, soprattutto, manutenzione e aggiornamento delle macchine.
La riorganizzazione introdotta e guidata dal Servitization Manager è utile per traghettare il settore manifatturiero tradizionale verso una dimensione più moderna, adottando le tecnologie necessarie a tale evoluzione, nonché i concetti chiave di “gemello digitale” e smart product. Migliorando nel contempo la competitività aziendale. 
Bureau Veritas affianca le aziende che intraprendono questa via, formando e certificando i manager. 

SERVITIZATION MANAGER

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Un’altra figura fondamentale per pianificare e organizzare in modo razionale ed efficace il cambiamento, è l’Innovation Manager. Egli è un professionista che conosce a fondo i processi e le tecnologie digitali e che analizza le specifiche caratteristiche dell’azienda, individuando le soluzioni migliori per ottimizzare ed efficientare il lavoro. Si tratta di un ruolo trasversale ai tutti gli ambiti e le divisioni di un’impresa, che ha l’obiettivo di rendere ogni attività fluida, immediata e digitale, sia essa un processo interno all’azienda che uno che prevede l’interazione con soggetti e database esterni. 
La rilevanza del nuovo modello di lavoro è confermata anche dagli incentivi che il Mise ha stanziato tra il 2019 e il 2021 attraverso il Piano Nazionale “Industria 4.0”, destinato a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa. L’agevolazione prevede anche la possibilità di utilizzare i fondi per attività di consulenza con Innovation Manager qualificati e iscritti all’albo, che indirizzino e supportino i processi di innovazione e digitalizzazione. 

INNOVATION MANAGER

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