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Il Nuovo Report Certificativo ai sensi della UNI/PdR 186:2025

Feb. 23 2026

UN NUOVO SCENARIO PER LE IMPRESE: MENO CONTROLLI, MENO BUROCRAZIA, PIÙ COMPETITIVITÀ 

Il nuovo impianto introdotto dal D.Lgs. 103/2024 offre alle imprese un’importante opportunità: ridurre in modo significativo l’esposizione ai controlli della Pubblica Amministrazione, semplificare gli oneri amministrativi e valorizzare ulteriormente i sistemi di gestione e le certificazioni già adottati.

Al centro di questo modello c’è la valutazione del livello di rischio basso, tramite apposito Report Certificativo, che consente alle aziende di beneficiare di un rapporto più semplice ed efficiente con gli enti di vigilanza.

COS' È IL REPORT CERTIFICATIVO?

Il Report Certificativo di livello di rischio basso, introdotto dal D.Lgs. 103/2024 e definito nei suoi criteri operativi dalla UNI/PdR 186:2025, rappresenta oggi una notevole opportunità a disposizione delle imprese per muoversi con sicurezza ed efficienza in un sistema di controlli, da parte della Pubblica Amministrazione, sempre più articolato.

Ottenere il Report Certificativo significa, prima di tutto, ridurre in maniera significativa l’esposizione ai controlli. Le amministrazioni, infatti, sono tenute a effettuare verifiche ordinarie non più di una volta all’anno sulle imprese riconosciute a basso rischio.

 A questo beneficio si aggiunge la possibilità di evitare duplicazioni nei processi ispettivi, in quanto il Report Certificativo viene inserito nel Fascicolo informatico d’impresa, consultato preventivamente da tutti gli enti di vigilanza, evitando così richieste ripetitive di documenti già disponibili e contribuendo a una rilevante semplificazione del carico amministrativo. 

COME OTTENERE IL REPORT CERTIFICATIVO? 

Le imprese che sono già in possesso di certificazioni, come quella per la qualità, l’ambiente o la salute e sicurezza sul lavoro, e che valutano l’ottenimento del report certificativo come un’opportunità strategica, possono beneficiare di un percorso particolarmente semplice e rapido. 

  • L’ITER PER LE AZIENDE GIÀ CERTIFICATE: LA PROCEDURA SEMPLIFICATA

    La UNI/PdR 186:2025 prevede infatti una procedura semplificata per tutte le organizzazioni già certificate: l’ente di certificazione effettua esclusivamente una verifica documentale, senza ulteriori sopralluoghi, perché le certificazioni accreditate possedute dall’azienda costituiscono già un’evidenza sufficiente dei requisiti richiesti per l’attribuzione del livello di rischio basso. 

    Questa semplificazione è coerente con quanto stabilito dal D.Lgs. 103/2024, che attribuisce un ruolo centrale proprio al possesso di certificazioni e all’esito dei controlli pregressi nella determinazione del profilo di rischio dell’organizzazione. Di conseguenza, le imprese certificate si trovano già in una condizione favorevole per ottenere rapidamente il report, trasformando i sistemi di gestione già adottati in un vantaggio immediato e concreto.

  • L’ITER PER LE AZIENDE NON CERTIFICATE: LA PROCEDURA EQUIVALENTE

    Di particolare interesse, in particolare per le micro e piccole imprese che non possiedono certificazioni, è la possibilità di accedere alla procedura equivalente
    La UNI/PdR 186:2025 stabilisce infatti che, qualora l’organizzazione non disponga delle certificazioni accreditate richieste per l’ambito specifico, il report certificativo può comunque essere rilasciato attraverso un iter dedicato (cosiddetta procedura equivalente) composto da una valutazione documentale e da un audit in modalità remota sincrona, con eventuale integrazione in presenza solo se necessario per approfondimenti. 

    La procedura equivalente consente all’ente di certificazione di verificare la conformità dell’organizzazione ai requisiti previsti dalle checklist della prassi, riconoscendo il livello di rischio basso anche in assenza di certificazioni, purché l’esito dei controlli nell’ultimo triennio e della valutazione sia positivo. 

    Grazie alla possibilità di ricorrere alla procedura equivalente, la UNI/PdR 186:2025, garantisce un sistema inclusivo e proporzionato, pensato per non escludere le realtà più piccole o meno strutturate, e per consentire a qualunque impresa di accedere ai benefici previsti dal decreto in termini di semplificazione dei controlli, riduzione degli oneri e maggiore competitività.

COME VIENE INFORMATA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?

Una volta ottenuto il report certificativo, l’azienda non deve fare assolutamente nulla, in quanto ogni adempimento successivo avviene automaticamente. 
È infatti l’ente di certificazione a trasmettere il report ad Accredia, l’organismo nazionale di accreditamento, che a sua volta rende pubblici i risultati e provvede alla comunicazione alle autorità interessate per l’inserimento del documento nel fascicolo informatico d’impresa, come previsto sia dal decreto legislativo sia dalla prassi UNI/PdR. 

Grazie a questo flusso automatico, il report diventa immediatamente consultabile dalle pubbliche amministrazioni, senza richiedere ulteriori interventi da parte dell’azienda. Non sono necessarie richieste, caricamenti manuali o comunicazioni integrative: l’intero processo è pensato per ridurre al minimo gli oneri amministrativi e massimizzare i benefici del report certificativo.

QUALI SONO I VANTAGGI DEL REPORT CERTIFICATIVO?

  • Riduzione dei controlli
  • Vantaggio reputazionale
  • Opportunità commerciali.

Come già anticipato, il primo beneficio derivante dal report certificativo risiede nella riduzione dei controlli da parte della Pubblica Amministrazione. 

Inoltre, il valore strategico del Report Certificativo emerge anche sul piano reputazionale
L’attribuzione del livello di rischio basso deriva da un processo di valutazione rigoroso, che tiene conto della presenza di certificazioni accreditate, del possesso di titoli ESG, dell’esito dei controlli degli ultimi tre anni, della criticità del settore economico e della dimensione aziendale. Si tratta di un elemento distintivo che rafforza la credibilità verso clienti, partner e istituzioni, generando un vantaggio competitivo immediato e tangibile. 

Il Report certificativo ha inoltre un impatto diretto sulle opportunità commerciali
In un mercato in cui molte filiere richiedono garanzie formali ai propri fornitori e in cui gli appalti pubblici si orientano sempre più verso criteri di affidabilità verificabile, disporre di un documento rilasciato da un ente terzo accreditato può costituire un fattore di preferenza determinante.