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Innovazione tecnologica nell’era dell’Industry 5.0

Ago. 26 2025

Dopo il primo case study analizzato, prosegue la serie di approfondimenti sui progetti di transizione tecnologica ammissibili al Piano Transizione 5.0., attraverso i quali, Bureau Veritas Italia intende esplorare le potenzialità concrete e l'accessibilità del piano. 

L'obiettivo è fornire dei primi esempi di applicazione e mostrare come l'innovazione tecnologica possa cambiare radicalmente i processi produttivi, non solo in termini di efficienza energetica, ma anche di produttività complessiva.

Il Piano Transizione 5.0

In particolare, il Piano Transizione 5.0 offre alle imprese italiane opportunità strategiche di ammodernamento tecnologico. Tra queste, emerge con particolare rilevanza le possibilità di semplificazione per la sostituzione di macchinari obsoleti
Come integrato dalla legge di bilancio 2025, la normativa prevede che i macchinari giunti al termine del periodo di ammortamento, con anzianità superiore a 24 mesi, possano essere sostituiti accedendo automaticamente a un'aliquota minima del 35% sul credito d'imposta. Questa modalità elimina l'onere della dimostrazione analitica del risparmio energetico, semplificando significativamente l'iter burocratico e permettendo alle aziende di rinnovare i propri impianti con maggiore celerità e minori vincoli procedurali.

Il presente "case study" illustra concretamente le condizioni offerte dal Piano Transizione 5.0 per l'ammodernamento tecnologico delle imprese italiane e conferma un principio fondamentale: l’innovazione tecnologica non si esaurisce in una sostituzione meccanica, ma è un ripensamento integrale del processo produttivo che genera benefici misurabili in termini di sostenibilità, efficienza e competitività aziendale.

CASE STUDY 2 - Stazione di saldatura robotizzata

Secondo le tre casistiche considerate, il progetto consiste nella sostituzione di una stazione di saldatura robotizzata obsoleta con una nuova isola tecnologicamente avanzata per la saldatura ad arco MIG. L’impianto attuale utilizza un robot antropomorfo montato su navetta con carico/scarico manuale e una sorgente MIG da 500 A (≈20 kW); mentre il nuovo impianto introduce un robot più efficiente, un generatore conforme al Reg. (UE) 2019/1784 e un sistema revolver a doppia stazione per carico/scarico automatico in tempo mascherato.

Il risparmio energetico complessivo è <2%, quindi non sufficiente per la procedura ordinaria. Tuttavia, grazie alla conformità ai Regolamenti Ecodesign, il progetto è stato reso ammissibile tramite la procedura semplificata prevista dall’art. 38, comma 9-bis DL 19/2024.

Il processo produttivo interessato risulta diviso n fasi produttive ante intervento e fasi produttive post intervento.

  • Fasi produttive ante intervento

    Il processo produttivo è centrato sulla saldatura automatizzata di componenti metallici mediante isola robotica. Le fasi operative includono:

    1. Posizionamento manuale dei pezzi in postazione (alternata);
    2. Saldatura ad arco MIG effettuata da un robot antropomorfo montato su navetta, che serve due stazioni in tempo mascherato;
    3. Scarico manuale o semiautomatico dei pezzi saldati.

    Il principale assorbimento elettrico è legato alla sorgente d’arco MIG da 500 A, che consuma circa 20 kW in fase attiva. Robot e movimentazione navetta assorbono meno di 1,5 kW complessivi. La configurazione è datata e non conforme alle normative energetiche attuali.

  • Fasi produttive post intervento

    L’investimento prevede l’installazione di una nuova isola automatizzata per imbutitura, composta da:

    1. Robot antropomorfo evoluto, operante su sistema rotante a doppia stazione (revolver) per carico/scarico in tempo mascherato continuo;
    2. Generatore MIG da 500 A, più efficiente, conforme al Reg. UE 2019/1784;
    3. Sistema di posizionamento automatico con logica di ciclo continuo, privo di fermi operativi tra le saldature: la macchina posiziona automaticamente i pezzi, esegue la saldatura, e passa automaticamente al pezzo successivo senza fermarsi durante il processo.

    La sorgente d’arco resta l’unico assorbimento significativo (≈20 kW), mentre i consumi accessori restano marginali. L’efficienza energetica migliora marginalmente lato automazione, ma non supera la soglia del 3 o 5% richiesta dalla misura.

    Il confronto energetico ante/post, pur possibile, restituisce un risparmio inferiore al 2%, in quanto:

    • la sorgente d’arco resta invariata come profilo di consumo (≈20 kW);

    • i risparmi ottenibili sul robot e movimentazione sono marginali e trascurabili rispetto al totale.

    Pertanto, si ricorre alla procedura semplificata ex art. 38, comma 9-bis, come previsto dalla Circolare Operativa MIMIT e da FAQ 4.1: “Per beni che rispettano i Regolamenti Ecodesign è possibile accedere al credito d’imposta senza calcolo analitico del risparmio energetico, previa certificazione della conformità.”

    Il processo post intervento mantiene integralmente la funzione produttiva originaria (esecuzione di saldature ad arco MIG su componenti metallici; produzione di semilavorati o prodotti finiti assemblati; automatismo continuo a ciclo mascherato) rientrando pienamente nel perimetro della sostituzione ammissibile.

Il progetto di sostituzione della stazione di saldatura è ammissibile alla Transizione 5.0 tramite procedura semplificata, poiché:

  • mantiene la funzione produttiva e tecnologica analoga;
  • non consente un risparmio energetico superiore al 3 o 5%;
  • i beni oggetto di investimento rispettano i Regolamenti Ecodesign 2019/1784 e 2019/1781;
  • la semplificazione è prevista per legge e supportata dalla certificazione tecnica.

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