Con la Legge n. 221/2015, è stato istituito lo schema nazionale volontario denominato “Made Green in Italy”, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, avente l’obiettivo di valorizzare sul mercato i prodotti italiani con elevate prestazioni ambientali, quantificate attraverso rigorose metodologie scientifiche (il metodo PEF, Product Environmental Footprint, basato sull’analisi del ciclo di vita, come definito dalla Commissione Europea, attualmente nella Raccomandazione 2021/2279/UE).
Lo schema, disciplinato dal D.M. 56/2018, punta con il suo caratteristico logo a rendere riconoscibili per i consumatori i prodotti nazionali con i minori impatti ambientali, così da incoraggiare scelte più consapevoli.
Uno dei punti di forza del “Made Green in Italy” è quello di richiedere obbligatoriamente che gli indicatori di impatto ambientale, calcolati dalle organizzazioni che intendono aderire allo schema, siano verificati da un ente di terza parte indipendente accreditato, a garanzia della correttezza delle informazioni divulgate al pubblico. Lo schema “Made Green in Italy” è in sensibile crescita e viene sempre più spesso richiesto da bandi pubblici.
Nell’ultimo periodo, invece, tale schema è stato “ricondotto” alle più recenti norme ISO/IEC 17029:2019 e ISO 14065:2020.
La prima di tali norme fornisce i requisiti generali per gli organismi che, come Bureau Veritas, forniscono servizi di verifica (cioè, su dati storici) e di validazione (cioè, rispetto a ipotesi e a dati progettuali / futuri).
La ISO 14065:2020 si configura come un’applicazione “settoriale” della ISO/IEC 17029, in quanto illustra i requisiti aggiuntivi che devono rispettare gli enti che forniscono servizi di verifica e validazione di informazioni ambientali.

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ISO/IEC 17029:2019 e ISO 14065:2020
La ISO/IEC 17029:2019 e la ISO 14065:2020 regolano anche le attività di verifica e validazione per quanto riguarda gli schemi relativi ai gas serra (GHG), sia in ambito cogente (EU ETS), che in ambito volontario (inventari di GHG di organizzazione, ai sensi della ISO 14064-1:2018, e carbon footprint di prodotti/servizi, ai sensi della ISO 14067:2018).
La ISO/IEC 17029:2019 e la ISO 14065:2020 regolano, inoltre, le verifiche e le validazioni inerenti alle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (Environmental Product Declaration, EPD), basate sull’analisi del ciclo di vita (LCA, Life Cycle Assessment), con approccio del tutto analogo a quello utilizzato nell’ambito del “Made Green in Italy”.
Con la transizione alle nuove norme di accreditamento ISO/IEC 17029:2019 e ISO 14065:2020, lo schema nazionale “Made Green in Italy” è stato pertanto correttamente inserito in un quadro regolatorio maggiormente omogeneo e pertinente.
L’affidabilità delle informazioni ambientali è fondamentale per orientare scelte consapevoli, sia per quanto riguarda le aziende, al fine di definire strategie di medio-lungo periodo, soddisfare le aspettative degli stakeholder e contribuire agli obiettivi di sostenibilità globali, sia per i comuni cittadini, che possono contribuire all’adozione di prodotti e servizi maggiormente sostenibili.
Le norme ISO/IEC 17029:2019 e ISO 14065:2020 delineano un quadro solido e attendibile che guida la verifica e la validazione di queste informazioni, fornendo alle organizzazioni, ai legislatori, agli investitori, e a noi tutti, gli strumenti per prendere decisioni informate e responsabili.
Per maggiori informazioni sullo schema “Made Green in Italy” è possibile consultare le pagine dedicate sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: Lo Schema Nazionale "Made Green in Italy"