LA STORICA AZIENDA ITALIANA CERTIFICATA AI SENSI DELLA UNI/PdR 125:2022
Biscotti Gentilini, storica azienda dolciaria italiana, ha conseguito la certificazione per la parità di genere ai sensi della UNI/PdR 125:2022, rilasciata da Bureau Veritas Italia.
Per approfondire il percorso di certificazione dell’azienda, abbiamo intervistato Paolo Gentilini, Presidente ed Amministratore Delegato di Biscotti P. Gentilini S.p.a. – Società Benefit.
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Siete un'azienda "storica" che ha visto cambiare il ruolo delle donne nella società e nella vita economica e politica.
In che modo questa evoluzione si è riflessa anche al vostro interno e nel vostro organigramma?
«La nostra azienda ha sempre valorizzato le competenze, indipendentemente dal genere, e nel corso della sua storia non ha mai incontrato particolari difficoltà nell'affidare alle donne ruoli di responsabilità e posizioni apicali. Oggi questa sensibilità viene ulteriormente rafforzata attraverso il Comitato Guida per la Parità di Genere, che ci consentirà di monitorare con ancora maggiore attenzione i percorsi di crescita professionale del personale femminile. L'obiettivo è promuovere un empowerment sempre più concreto, garantendo pari opportunità di sviluppo e valorizzando il talento in tutte le fasi della carriera».
Che cosa ha significato per voi intraprendere il percorso per la certificazione UNI/PdR 125 sulla parità di genere?
«Il percorso verso la certificazione UNI/PdR 125 ha rappresentato un'importante occasione di crescita organizzativa. Ci ha permesso di formalizzare e strutturare processi che già facevano parte della nostra cultura aziendale, ma che fino a quel momento erano gestiti in modo meno codificato. Penso, ad esempio, alle procedure di selezione del personale, ai percorsi di sviluppo professionale e alle opportunità di carriera: oggi questi processi sono disciplinati da procedure chiare, condivise e trasparenti. Mettere "nero su bianco" le nostre modalità operative significa garantire maggiore oggettività, continuità e misurabilità delle azioni intraprese».
Avete lanciato una bellissima campagna sull'equità, partendo dal vostro prodotto iconico, il biscotto Osvego. La campagna su LinkedIn ha avuto molti apprezzamenti. Ve lo aspettavate? Sentite di avere una responsabilità anche in termini di sensibilizzazione dei cittadini-consumatori?
«Sinceramente non ci aspettavamo una risposta così positiva e partecipata. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall'apprezzamento ricevuto, che conferma ancora una volta il forte legame che i consumatori hanno sempre dimostrato nei confronti del nostro marchio. Proprio questo rapporto di fiducia ci fa sentire una responsabilità importante: quella di dimostrare che la nostra evoluzione non riguarda soltanto la qualità e l'innovazione dei nostri prodotti, ma anche la crescita della cultura aziendale e dei valori che vogliamo rappresentare. Crediamo che un'impresa possa contribuire a diffondere una maggiore sensibilità sui temi dell'equità e dell'inclusione, dando l'esempio attraverso azioni concrete e una comunicazione coerente».
L'ascolto del personale, tramite indagini di clima e survey dedicate, offre sempre preziosi spunti di miglioramento. Quali cambiamenti sono stati introdotti o saranno introdotti facendo tesoro delle voci della popolazione aziendale?
«Abbiamo analizzato con grande attenzione i risultati delle survey, considerandoli un'importante occasione di confronto con le nostre persone. Proprio dall'ascolto delle loro esigenze è nata la decisione di istituire uno Sportello di Ascolto dedicato ai dipendenti, uno spazio riservato e qualificato in cui poter condividere difficoltà, esigenze o proposte di miglioramento. Riteniamo che creare canali di dialogo strutturati sia fondamentale per favorire il benessere organizzativo e rafforzare il senso di appartenenza. L'ascolto, per noi, non è un adempimento, ma uno strumento concreto per migliorare continuamente l'ambiente di lavoro e costruire insieme una cultura aziendale sempre più inclusiva».
Siete una Società Benefit: il vostro sistema di Gestione UNI/PdR 125 è di aiuto per il raggiungimento delle finalità di beneficio comune? Se sì, in che modo?
« Assolutamente sì. Essere una Società Benefit significa integrare gli obiettivi economici con l'impegno a generare un impatto positivo sulle persone e sulla comunità. Il sistema di gestione UNI/PdR 125 rappresenta uno strumento concreto che ci aiuta a trasformare questo impegno in azioni misurabili e continuative. Attraverso indicatori, obiettivi e monitoraggi periodici possiamo verificare l'efficacia delle iniziative intraprese, promuovere una cultura aziendale sempre più equa e inclusiva e garantire che i principi della parità di genere siano parte integrante delle nostre decisioni organizzative. In questo modo, la certificazione non rappresenta un traguardo, ma un percorso di miglioramento continuo che contribuisce direttamente al raggiungimento delle nostre finalità di beneficio comune».