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UNI/PdR 167 sugli adeguati assetti organizzativi: Bureau Veritas e ANPEI sottoscrivono un accordo per la crescita professionale delle imprese italiane

Jul. 21 2026

PROMUOVERE E DIFFONDERE LA CERTIFICAZIONE AI SENSI DELLA UNI/PdR 167 ALLE PMI

Siglato l’accordo di collaborazione tra ANPEI (Associazione Nazionale Professionisti Esperti d'Impresa) e Bureau Veritas Italia, volto a promuovere la certificazione secondo la Prassi di Riferimento UNI/PdR 167:2025, che regola gli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili nelle aziende.

Per Bureau Veritas, la collaborazione con ANPEI assume una rilevanza particolare, considerando che alcuni esponenti dell’Associazione hanno partecipato al gruppo di lavoro che ha elaborato la UNI/PdR 167:2025, motivati dalla convinzione che l'adozione di adeguati assetti organizzativi rappresenti una crescita professionale significativa per il tessuto economico italiano.

In base all’accordo, Bureau Veritas e ANPEI – grazie alle competenze ed esperienze complementari – collaboreranno per promuovere e diffondere la certificazione UNI/PdR 167:2025 presso PMI e professionisti, formando al contempo auditor e lead auditor secondo i requisiti dello schema di certificazione.

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PdR 167: governance e assetti amministrativi per le PMI

Approfondisci la certificazione ai sensi della UNI/PdR 167 leggendo l’intervista a Marcella Caradonna, Presidente dell’Associazione Nazionale Professionisti Esperti d’Impresa (ANPEI).

INTERVISTA A MARCELLA CARADONNA: 
UNI/PdR 167. governance e gestione del rischio per le PMI

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Intervista a Marcella Caradonna_ UNI/PdR 167

La UNI/PdR 167 chiede alle PMI di compiere un salto che non è solo organizzativo, ma profondamente culturale. Significa passare da un modello di gestione fondato quasi esclusivamente sull'esperienza dell'imprenditore e su logiche implicite, a un sistema di governo che rende chiari e verificabili principi, responsabilità, flussi informativi e criteri decisionali

Marcella Caradonna Presidente ANPEI

  • QUAL È IL CAMBIAMENTO CULTURALE CHE LA UNI/PdR 167 CHIEDE ALLE PMI ITALIANE?

    «La UNI/PdR 167, in linea con l’orientamento del legislatore e della giurisprudenza più recente, chiede alle PMI di compiere un salto che non è solo organizzativo, ma profondamente culturale. Significa passare da un modello di gestione fondato quasi esclusivamente sull'esperienza dell'imprenditore e su logiche implicite, a un sistema di governo che rende chiari e verificabili principi, responsabilità, flussi informativi e criteri decisionali. La Governance si basa su un assetto organizzativo, amministrativo e contabile capace di funzionare in modo coerente e ripetibile.

    In pratica, si tratta di abbandonare la rassicurante idea che basta che l’amministratore sappia cosa deve essere fatto e accettare che, in uno scenario instabile, ciò che non è strutturato, misurabile e comunicabile diventa un fattore di rischio. La prassi è dedicata proprio al mondo delle PMI ed invita la Governance a seguire percorsi che aiutino a dare continuità all'azienda, valorizzare le persone, presidiare meglio il rischio e dialogare in modo più credibile con banche, investitori e stakeholder. È un cambio di mentalità: dalla gestione "artigianale" del potere decisionale a un governo consapevole, tracciabile e verificabile».

  • QUALI SONO LE "RED FLAG" CHE LA UNI/PdR 167 AIUTA A COGLIERE E GESTIRE?

    «La UNI/PdR 167 nasce anche dall'osservazione di ciò che è accaduto nelle crisi d'impresa degli ultimi anni: i segnali c'erano quasi sempre, ma mancava un sistema che li rendesse visibili e li portasse all'attenzione della governance in tempo utile. La prassi interviene proprio qui, indicando criteri e strumenti che permettono di trasformare i "rumori di fondo" in veri e propri indicatori di allerta.

    Le "red flag" tipiche riguardano anzitutto gli squilibri economico-finanziari: margini che si assottigliano senza un'analisi delle cause, tensioni di liquidità che si ripetono, crescente difficoltà nel rispettare impegni verso fornitori e banche, dipendenza eccessiva da pochi clienti o da pochi partner strategici. A questi si aggiungono segnali organizzativi: funzioni chiave presidiate da una sola persona, assenza di deleghe formalizzate, processi critici non descritti, informazioni rilevanti che non raggiungono mai gli organi amministrativi se non "quando è tardi".

    La UNI/PdR 167 aiuta a costruire cruscotti, flussi di reporting e meccanismi di escalation che fanno emergere questi segnali deboli in modo strutturato. Non si limita a dire "attenzione al rischio", ma suggerisce come organizzare l'azienda perché quei rischi diventino leggibili, discussi e gestiti, prima che si traducano in una vera e propria situazione di crisi».

  • LA UNI/PdR 167 PARLA DI "APPROCCIO PRESTAZIONALE" — COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE PER UNA PMI?

    «L'approccio prestazionale è una delle innovazioni più significative della UNI/PdR 167, perché la rende davvero applicabile alle PMI senza costringerle a indossare l'abito delle grandi imprese. In sostanza, la prassi non impone un modello unico di struttura, ruoli o procedure, ma definisce le prestazioni che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile deve essere in grado di garantire.

    Per una PMI questo significa che non è giudicata sulla forma, ma sulla sostanza dei risultati: sa pianificare e monitorare gli obiettivi? Dispone di informazioni tempestive e attendibili? È in grado di identificare e valutare i rischi che possono pregiudicare la continuità aziendale? Ha individuato chi fa che cosa, con quali responsabilità e quali poteri, nei processi decisionali critici?

    Ogni impresa può scegliere strumenti, livelli di formalizzazione e soluzioni operative compatibili con la propria dimensione e complessità, a patto che siano coerenti con i risultati richiesti. In altre parole, non viene chiesto di replicare i processi di una multinazionale, ma di dimostrare che, con mezzi proporzionati, la PMI è comunque in grado di presidiare la propria governance in modo efficace e verificabile. Questo rende la UNI/PdR 167 uno standard esigente, ma non astratto: lascia spazio alla personalizzazione, mantenendo fermo l'obiettivo di fondo».

  • QUALI SONO LE FUNZIONI PRINCIPALMENTE IMPATTATE DALLA UNI/PdR 167?

    «L'impatto della UNI/PdR 167 attraversa l'intera organizzazione poiché con la definizione assetti organizzativi, amministrativi e contabili in realtà è racchiuso tutto il sistema aziendale.
    Alcune aree sono inevitabilmente più al centro del cambiamento. 

    • La prima è la governance in senso stretto: organi amministrativi, eventuali organi di controllo, proprietari. La prassi traduce la richiesta di "assetti adeguati" in una serie di criteri concreti che toccano composizione, funzionamento, flussi informativi, presidio degli obiettivi e del rischio. Per amministratori e sindaci significa avere un quadro più chiaro di ciò che ci si aspetta dalla loro azione e di quali strumenti devono poter utilizzare.
    • La seconda area è l'amministrazione-finanza-controllo, che diventa il vero motore informativo del sistema. Qui la UNI/PdR 167 spinge verso una contabilità più orientata alla gestione, la definizione di indicatori chiave, la capacità di leggere gli andamenti non solo in ottica consuntiva, ma anche previsionale. È la funzione che traduce in numeri le scelte strategiche e fornisce alla governance le lenti per valutarne l'effetto nel tempo.
    • Infine, sono coinvolte le funzioni operative e commerciali, perché nessun assetto è adeguato se i processi "di linea" non sono in grado di alimentarlo. Procedure, responsabilità, flussi di dati, controlli di primo livello: tutto ciò che accade "sul campo" deve essere rivisto per assicurare che le informazioni rilevanti arrivino dove si decidono le strategie. In questo senso, la UNI/PdR 167 non è un tema "da ufficio amministrativo", ma una leva di integrazione fra tutte le anime dell'azienda».
  • IN CHE MODO LA CERTIFICAZIONE AI SENSI DELLA UNI/PDR 167 SUPPORTA UNA PMI NEL GESTIRE IL RISCHIO E INTERCETTARE TEMPESTIVAMENTE I SEGNALI DI CRISI?

    «La certificazione è il momento in cui l'assetto descritto sulla carta viene messo alla prova da un soggetto indipendente. Per una PMI significa poter dimostrare, verso l'interno e verso l'esterno, che non si è limitata ad adottare qualche procedura generica, ma ha costruito un sistema coerente con gli obblighi di legge e con le buone pratiche di governance.
    Sul piano della gestione del rischio, la certificazione spinge l'impresa a definire in modo chiaro come vengono identificati, valutati e monitorati i fattori che possono compromettere la continuità aziendale. Non solo rischi finanziari, ma anche organizzativi, operativi, reputazionali. I cicli di audit aiutano a verificare che indicatori, piani, responsabilità e azioni correttive funzionino davvero nella pratica, e non solo in teoria. Questo rende più probabile intercettare per tempo gli squilibri e meno probabile arrivare a situazioni di crisi improvvisa.

    C'è poi un effetto "disciplina" da non sottovalutare: sapere che periodicamente un organismo di certificazione verrà a verificare coerenza, aggiornamento e concreta applicazione dell'assetto spinge l'azienda a non abbassare la guardia. I processi decisionali diventano più tracciabili, le informazioni più strutturate, le riunioni di governance meno rituali e più orientate alla sostanza. In sintesi, la certificazione trasforma la gestione del rischio da attività episodica a pratica integrata nella vita quotidiana dell'impresa».

  • QUALI SONO I BENEFICI DELLA CERTIFICAZIONE UNI/PdR 167 PER UN AMMINISTRATORE?

    «Per un amministratore di PMI, i benefici sono sia "difensivi" sia "offensivi". 
    Sul piano della responsabilità, la certificazione documenta che l'impresa si è dotata di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile conforme alle migliori prassi riconosciute, in linea con quanto richiesto dall'ordinamento sulla predisposizione di assetti adeguati e sulla tempestiva rilevazione della crisi. Non elimina il rischio di responsabilità, ma consente di dimostrare che non si è rimasti fermi, che sono state adottate misure proporzionate e sistematiche per governare l'azienda con diligenza.

    Sul piano strategico, la certificazione diventa un asset reputazionale. Comunica a banche, investitori, partner, fornitori e lavoratori che la governance ha scelto la strada della trasparenza, del controllo consapevole e della prevenzione. In un mercato in cui l'accesso al credito, le partnership industriali e le filiere diventano sempre più selettive, poter esibire un riconoscimento indipendente del proprio sistema di governance può fare la differenza.

    C'è infine un beneficio più personale, ma tutt'altro che secondario: un amministratore che opera dentro un assetto chiaro, con informazioni affidabili, ruoli definiti e processi di decisione strutturati, può concentrare la propria energia sulle scelte strategiche, anziché sulla gestione continua dell'emergenza. La certificazione UNI/PdR 167, in questo senso, non è solo un adempimento: è uno strumento che eleva la qualità del mestiere di amministrare un'impresa.

    Non meno rilevanti sono i benefici che derivano all’organo di controllo da una certificazione di questo tipo. La documentazione predisposta per la certificazione che attesta la presenza di assetti strutturati secondo la prassi, infatti, diventa lo strumento per attuare la vigilanza in modo completo e la certificazione è l’evidenza che essi sono presenti ed operativi nell’impresa. Non si sostituisce, dunque il ruolo, ma si aiuta coloro che lo svolgono integrando in modo efficiente i presidi di verifica».

Verifica documentazione di sistema e processo ai sensi della UNI/PdR 167

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