Asserzioni su materiali riciclati e circolarità
LA QUINTA USCITA DELLA COLLANA DEDICATA ALLA DIRETTIVA EMPOWERING CONSUMERS
Negli ultimi anni riferimenti a materiali riciclati, riciclabilità e circolarità sono diventati sempre più comuni nella comunicazione ambientale delle aziende. Packaging, prodotti e materiali vengono presentati come “riciclati” o “circolari” per rispondere a una crescente attenzione del mercato verso l’economia circolare.
Proprio perché queste dichiarazioni incidono in modo diretto sulle scelte dei consumatori, la Direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia dal DLgs 20 febbraio 2026 n. 30, introduce criteri chiari per garantire che le asserzioni su materiali e circolarità siano fondate, specifiche e verificabili, evitando messaggi generici o fuorvianti.
Contenuto riciclato: chiarezza e precisione
Dichiarare che un prodotto contiene materiale riciclato significa poter dimostrare in modo oggettivo la reale percentuale di materiale riciclato impiegata. La normativa vieta affermazioni che inducono il consumatore a credere che l’intero prodotto sia riciclato quando lo è solo una parte.
Per questo, le asserzioni corrette devono specificare:
- A quale componente del prodotto si riferisce il contenuto riciclato;
- La percentuale effettiva;
- La tipologia di materiale riciclato.
Più la dichiarazione è precisa, più è conforme alle nuove regole.
Riciclabilità: un concetto da usare con cautela
Anche l’asserzione“riciclabile” deve essere supportata da elementi concreti. Un prodotto può essere definito tale solo se esistono condizioni reali di raccolta e riciclo, accessibili al consumatore finale. Dichiarare la riciclabilità senza considerare le effettive filiere disponibili può configurare una pratica ingannevole.
Quando necessario, è fondamentale chiarire eventuali limitazioni o condizioni, evitando generalizzazioni.
Circolarità: evitare slogan, spiegare i contenuti
Il termine“circolare” è spesso utilizzato come slogan, ma la normativa europea richiede che anche questa asserzione sia sostanziata.
La circolarità può riguardare diversi aspetti, uso di materiali riciclati, durata, riparabilità, possibilità di reimpiego, ma deve essere sempre spiegata in modo chiaro.
Affermare che un prodotto o un’impresa è “circolare” senza specificare in che modo rischia di essere considerato un claim ambientale generico, non ammesso se privo di evidenze.
Il supporto degli schemi di certificazione
Per rendere solide e difendibili le asserzioni su materiali riciclati e circolarità, un ruolo centrale è svolto dai sistemi di certificazione basati su verifiche indipendenti.
Tra questi, ReMade® è uno degli schemi più diffusi per attestare il contenuto di materiale riciclato. La certificazione si basa su criteri pubblici, tracciabilità dei flussi di materiale e audit di terza parte, offrendo un supporto concreto alle dichiarazioni ambientali.
L’utilizzo di schemi certificati consente alle aziende di passare da semplici affermazioni a informazioni credibili e verificabili.
Come per le altre tipologie di claim ambientali, anche per i materiali riciclati e la circolarità la verifica indipendente è l’elemento chiave per garantire affidabilità. Controlli di parte terza permettono di validare i dati dichiarati, prevenire il greenwashing e rafforzare la fiducia di consumatori e filiere.