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Empowering Consumers for the Green Transition: dal claim alla prova
 

Mar. 12 2026

LA NUOVA COLLANA DI BUREAU VERITAS DEDICATA ALLA DISCIPLINA "ANTI-GREENWASHING": COME LA DIRETTIVA CAMBIERÀ IL NOSTRO MODO DI COMUNICARE

La transizione verde europea compie un passo decisivo con l’adozione della Direttiva (UE) 2024/825, “Empowering Consumers Directive” che modifica le Direttive 2005/29/CE sulle Pratiche commerciali sleali  e 2011/83/UE sui Diritti dei consumatori e ha l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori, contrastare il greenwashing e promuovere un mercato più trasparente e sostenibile

Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che recepisce in Italia la Direttiva europea Empowering Consumers for the Green Transition (ECTG).

L’applicazione sarà effettiva dal 27 settembre 2026 e riguarderà anche i prodotti già presenti sugli scaffali: le aziende dovranno quindi verificare e adeguare anche le asserzioni ambientali utilizzate su prodotti già distribuiti.

Per le aziende, la Direttiva rappresenta un cambio di paradigma: dalla comunicazione ambientale generica si passa a asserzioni verificabili, misurabili e trasparenti

Asserzioni ambientali: quali sono le regole in arrivo?

La Direttiva introduce regole stringenti per evitare dichiarazioni ambientali fuorvianti, vietando claim generici o non verificabili. 
Sono proibite:

  • Affermazioni ambientali vaghe senza prove solide;
  • Dichiarazioni su obiettivi futuri non supportate da piani e verifiche indipendenti;
  • Claim basati sulla compensazione delle emissioni che suggeriscono impatto zero;
  • Affermazioni sull’intero prodotto quando il beneficio riguarda solo una sua parte.

Marchi di sostenibilità: quali utilizzare?

La Direttiva stabilisce quali marchi di sostenibilità possono essere utilizzati, limitandoli solo a quelli basati su sistemi di certificazione trasparenti e verificati da terze parti indipendenti, oppure rilasciati da autorità pubbliche. Questo rafforza la credibilità delle certificazioni e aiuta i consumatori a distinguere i marchi realmente affidabili da quelli creati solo per marketing.

Durabilità e riparabilità

La Direttiva UE 2024/825 rafforza la trasparenza su durabilità, riparabilità e aggiornamenti software, vieta claim ingannevoli su riparabilità e pratiche che riducono la vita dei prodotti, e introduce due nuovi strumenti obbligatori: l’avviso armonizzato sulla garanzia legale e l’etichetta europea di durabilità per le garanzie commerciali oltre due anni.

Quali impatti per le imprese? 

Le imprese dovranno rivedere tutte le dichiarazioni ambientali e i marchi di sostenibilità utilizzati, per garantirne conformità, trasparenza e verificabilità. Si tratta di un impegno significativo, ma anche di un’opportunità per distinguersi attraverso pratiche più sostenibili, aumentando fiducia dei consumatori e vantaggio competitivo

IL RUOLO DI BUREAU VERITAS

Bureau Veritas, grazie alla sua esperienza nella verifica indipendente, nella validazione delle asserzioni ambientali e nei sistemi di certificazione, è al fianco delle organizzazioni nel garantire che comunicazioni, etichette, claim di sostenibilità e processi interni siano pienamente conformi ai nuovi requisiti europei.

Per supportare aziende e professionisti nell’adeguamento, abbiamo sviluppato il corso

“Comunicare la sostenibilità: il recepimento italiano della Direttiva Empowering Consumers”: scopri di più

LA COLLANA DEDICATA A Empowering Consumers Directive

Questo articolo inaugura una serie di approfondimenti che, nelle prossime settimane, permetteranno di esplorare nel dettaglio la norma. 
Verranno analizzate le diverse tipologie di asserzioni vietate dalla direttiva e fornite indicazioni pratiche per supportare le organizzazioni nel prepararsi in modo efficace al percorso di compliance.
Nel prossimo articolo, verranno approfondite le nuove e più stringenti regole che disciplinano le asserzioni ambientali.

i PROSSIMI APPUNTAMENTI 

  • 1. Asserzioni di sostenibilità: quali sono ammissibili ?

    Un approfondimento sulle diverse tipologie di asserzioni ambientali che la direttiva vieta e su cosa invece è consentito, attraverso esempi pratici.

  • 2. Marchi di sostenibilità: quali sono ammissibili?

    Una guida ai requisiti che un marchio di sostenibilità deve rispettare per essere considerato valido: sistemi di certificazione, verifiche di terza parte e trasparenza dei criteri. Focus sul ruolo degli organismi indipendenti e sul valore competitivo dei marchi affidabili.
     

  • 3. Asserzioni su prestazioni e impegni ambientali futuri: cosa cambia e come verificarli

    Analisi delle nuove regole sugli impegni ambientali futuri delle aziende (es. target climatici, obiettivi di riduzione, piani pluriennali) e dell’obbligo di verifica indipendente.

  • 4. Asserzioni basate sulle compensazioni: i nuovi limiti

    L'articolo sarà dedicato al tema delle compensazioni: limiti regolatori e rischi di greenwashing etc.
     

  • 5. Asserzioni su materiali riciclati e circolarità

    Focus sulle asserzioni relative a contenuto riciclato, riciclabilità e circolarità. Analisi dei requisiti per supportare queste dichiarazioni e riferimento ai principali schemi di certificazione, tra cui ReMade in Italy.

  • 6. Come prepararsi al 2026: roadmap operativa per la conformità aziendale alla Direttiva UE 2024/825

    Una guida pratica alle azioni da intraprendere nei prossimi mesi: audit dei claim ambientali, revisione dei processi di etichettatura, gestione dei dati di sostenibilità, formazione dei team marketing.