Best practice in sanità: il valore del PDTA in neuro-oncologia
PDTA PER TUMORI CEREBRALI: IL "DIETRO LE QUINTE" DEL PERCORSO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI ADDOLORATA
Nella terza uscita della nostra collana dedicata alle “Best practice in Sanità” viene approfondito il tema del PDTA in neuro-oncologia, nello specifico per i tumori cerebrali.
Abbiamo intervistato il Prof. Andrea Talacchi, Direttore dell' Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia e Direttore del Dipartimento Neuroscienze e Organi di Senso dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma.
L'INTERVISTA AD ANDREA TALACCHI
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Il “dietro le quinte” del percorso PDTA
DA DOVE NASCE L’IDEA DI SVILUPPARE IL PDTA PER I TUMORI CEREBRALI E, RIPERCORRENDONE IL ‘DIETRO LE QUINTE’?
QUALI SONO STATI GLI OBIETTIVI INIZIALI, I PASSAGGI DECISIVI NELLA COSTRUZIONE, LE PRINCIPALI CRITICITÀ O MINACCE AFFRONTATE E SUPERATE?
IN CHE MODO QUESTO PERCORSO HA PORTATO A UN PRODOTTO FINALE DISTINTIVO PER VALORE CLINICO E ORGANIZZATIVO?«L’origine del progetto nacque dagli obiettivi di UO aziendali nel 2019. Il Direttore Sanitario voleva avere una visione d’insieme piuttosto che ricevere tante richieste diverse riguardo le esigenze multidisciplinari della Neurochirurgia.
L’obiettivo si radicava in un Ospedale a vocazione oncologica che subiva anche dal punto di vista logistico la separazione tra ambiente oncologico (presidio Addolorata) e ambiente chirurgico (presidio San Giovanni).
In questo contesto frammentato avevamo avuto la fortuna di avere tre persone fortemente motivate: il radioterapista, l’anatomo patologo e il sottoscritto. In pochi mesi avevamo assemblato tutto il percorso. La svolta tuttavia avvenne con l’avvento di un Direttore Generale (2021) che credeva nel Sistema Qualità. Fummo scelti come il gruppo emergente che poteva pilotare l’ospedale fuori dalla moda autoreferenziale.
Di ostacoli ne abbiamo dovuti superare tanti. Il più grosso fu rappresentato dal trasferimento del Reparto di Neurochirurgia in piena emergenza Covid. In quel momento era difficile pensare e lavorare per questa visione.
L’opportunità, in un’ambiente altamente instabile, fu rappresentato dal successivo reclutamento di giovani neurochirurghi che hanno adottato, compreso e applicato il progetto, vissuto con orgoglio come moderno, concretamente centrato sul paziente. La certificazione fu ottenuta nel 2024». -
PDTA: Uso dei dati e decisioni
QUALI RISULTATI CONCRETI O MIGLIORAMENTI MISURABILI POTETE EVIDENZIARE GRAZIE ALL’IMPLEMENTAZIONE DEL PDTA?
«Abbiamo ottenuto la misurazione oggettiva degli outcome come anche la possibilità di intercettare lacune e gestirle attraverso lo strumento delle azioni correttive, audit e indicatori mirati.
Questo processo è stato ulteriormente rafforzato da un approccio metodologico strutturato che ha favorito una maggiore trasparenza e partecipazione grazie anche all’apertura degli incontri a tutti gli attori coinvolti.
Nel nostro caso questo percorso ha coinvolto in particolare anche i servizi diagnostici, storicamente meno integrati nei processi di gestione clinica e organizzativa.
L’adozione del PDTA ha invece favorito la loro piena integrazione nel percorso assistenziale, rendendoli parte attiva nel monitoraggio e miglioramento continuo. In tal senso, l’operatività rappresenta un indicatore concreto dell’efficienza dell’azione della Direzione». -
Verifica e miglioramenti
QUALI CRITICITÀ AVETE INCONTRATO IN QUESTI ANNI?
«In alcuni momenti si è reso necessario rafforzare l’integrazione tra le esigenze specifiche delle diverse UO di afferenza e quelle del percorso multidisciplinare.
Questo riguarda sia l’assegnazione delle risorse per lo svolgimento delle attività che la formazione. Quest’ultima dovrebbe integrare e sostenere i curricula e l’expertise, formalmente autorizzata del Responsabile di UO sentito il Coordinatore del PDTA, e incentivata come investimento aziendale.
La supervisione aziendale è fondamentale, possibilmente mediata da una persona dedicata e formata. Tale presidio consente di rafforzare l’applicazione del metodo e l’efficacia operativa, favorendo al contempo la conciliazione di eventuali controversie e sostenendo lo sviluppo del percorso». -
Benefici del PDTA per pazienti e organizzazione sanitaria
QUAL È OGGI IL CAMBIAMENTO PIÙ CONCRETO CHE QUESTO PDTA HA PORTATO PER I PAZIENTI E PER L’ORGANIZZAZIONE NEL SUO COMPLESSO?
« Ci sono stati molti miglioramenti:- Per i pazienti, la continuità assistenziale.
In un ambiente misto pubblico-privato a reale prevalenza privatistica i pazienti vengono seguiti e ascoltati passo passo senza alcuna spesa economica. La qualificazione e l’assiduità del case manager e dei giovani medici sono state decisive per la soddisfazione e l’aderenza al percorso, che raggiungono valori superiori al 90%; - Per l’organizzazione, il metodo ha favorito il confronto multidisciplinare e la sintesi;
- Nelle singole UO, l’attenzione convergente di medici e infermieri ha favorito l’organizzazione e la gestione degli indirizzi, grazie alle evidenze degli indicatori e delle raccomandazioni;
La dimostrazione dell’efficienza crea le basi per la crescita sostenibile».
- Per i pazienti, la continuità assistenziale.
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Certificazione PDTA : valore e differenze rispetto a ISO 9001
Il vostro PDTA è tra i primi certificati secondo lo Schema di Certificazione dei PDTA accreditato ACCREDIA:
COSA HA SIGNIFICATO QUESTO PASSAGGIO E IN CHE MODO HA CAMBIATO, CONCRETAMENTE, IL VOSTRO MODO DI LAVORARE RISPETTO AI MODELLI PIÙ TRADIZIONALI (ES. LA ISO 9001)?«Nel nostro percorso in fase di preparazione abbiamo oscillato tra l’uno e l’altro potendo infine apprezzare i vantaggi del nuovo modello dedicato ai PDTA.
I vantaggi sono:- Offrire indirizzi sanitari - sia generali (quali presa in carico, valutazione multidisciplinare, continuità assistenziale) che specifici del percorso clinico guidati da linee guida e raccomandazioni ;
- Valutazione continua del rischio applicativo di alcuni processi (con valenza medico-legale);
- Snellezza documentale;
- Concreta centralizzazione del paziente ;
- Introduzione delle innovazioni favorendo l’aggiornamento continuo in un settore a rapida evoluzione tecnologica».
Direttore dell' Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia e Direttore del Dipartimento Neuroscienze e Organi di Senso
Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma
“Per i pazienti, il principale beneficio è nella continuità assistenziale: in un ambiente misto pubblico-privato a reale prevalenza privatistica i pazienti vengono seguiti e ascoltati passo passo senza alcuna spesa economica. Per l’organizzazione, il metodo ha favorito il confronto multidisciplinare e la sintesi, premessa per una crescita aziendale sostenibile.”