Questo terzo e ultimo approfondimento, chiude la serie di tre casi studio, sviluppata nel primo e secondo caso e dedicata al Piano Transizione 5.0. Tale strategia offre un credito d'imposta fino al 45%, con l’ambizione di creare un ecosistema industriale tecnologicamente all'avanguardia, socialmente responsabile ed economicamente sostenibile.
CASE STUDY 3 - ISOLA DI TORNITURA AUTOMATIZZATA
Il terzo caso preso in analisi riguarda la sostituzione di un ciclo produttivo misto (parzialmente automatizzato e manuale) con una nuova isola completamente automatizzata.
Il processo ante prevedeva lavorazione CNC a 3 assi con carico/scarico manuale, sbavatura manuale e lavaggio semi-automatico. Il nuovo impianto introduce CNC a 5 assi, robot antropomorfi, sbavatura robotizzata e lavaggio completamente automatizzato, con tracciabilità. Non essendo possibile effettuare un confronto energetico normalizzato (assenza di dati ante misurabili), il progetto è stato inquadrato correttamente come ammissibile tramite procedura semplificata (FAQ 4.1 e Circolare Operativa MIMIT), ai sensi dell’art. 38, comma 9-bis DL 19/2024.
Il processo produttivo interessato si divide in fasi produttive ante intervento e fasi produttive post-intervento.
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FASI PRODUTTIVE ANTE INTERVENTO
Il processo produttivo attuale prevede la realizzazione di particolari metallici mediante un flusso di lavorazioni meccaniche a ciclo parzialmente manuale.
Le fasi sono:- Tornitura/Fresatura/Foratura: eseguite con un centro di lavoro CNC a 3 assi, che lavora un pezzo per volta.La movimentazione dei pezzi è manuale.
- Sbavatura/Rifinitura: eseguita manualmente da un operatore con utensili manuali ed elettrici (flessibili, lime, ecc.), al fine di rimuovere bave e spigoli vivi.
- Lavaggio pezzi: mediante vasca di lavaggio semiautomatica, con carico e scarico gestito dall’operatore.
- Controllo e stoccaggio: le operazioni conclusive vengono svolte manualmente in stazioni ausiliarie.
Caratteristiche energetiche del processo ante: solo la macchina CNC è monitorata elettricamente. Le altre fasi (sbavatura e lavaggio) non sono strumentate né energeticamente misurabili, pur essendo significative in termini di consumo complessivo.
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FASI PRODUTTIVE POST INTERVENTO
L’investimento ha l’obiettivo di automatizzare integralmente il ciclo sopra descritto, senza modificare le finalità produttive. Il processo sarà articolato come segue:
- Lavorazione meccanica CNC: realizzata da due centri CNC a 5 assi con maggiore autonomia e tempi ciclo ridotti. I pezzi vengono caricati e scaricati da un robot antropomorfo.
- Sbavatura automatizzata: tramite unità robotizzata, con utensili a controllo numerico, in grado di replicare le lavorazioni precedentemente manuali con maggiore uniformità e sicurezza.
- Lavaggio pezzi automatizzato: mediante lavapezzi a ciclo chiuso, integrata nella linea, con ciclo configurabile, privo di movimentazione manuale.
- Controllo e fine linea: integrazione di eventuali sensori o sistemi di tracciabilità in ottica Industria 4.0/5.0.
Tutti i macchinari sono dotati di schede tecniche e dichiarazioni energetiche. I CNC nuovi sono conformi alla norma ISO 14955-2 e dotati di report tecnico ai sensi dell’art. 9
In condizioni standard, l’accesso al credito d’imposta richiede la certificazione ex ante del risparmio energetico, con confronto tra lo stato ante e post investimento.
Tuttavia, nel presente caso, l’applicazione della procedura semplificata è necessaria in quanto: le fasi ante operam non sono strumentate né misurabili, trattandosi di operazioni manuali (sbavatura, carico/scarico, lavaggio); i consumi energetici reali ante non sono quindi calcolabili in maniera affidabile, rendendo impossibile un confronto normalizzato; la sostituzione produce un aumento del consumo totale, ma un miglioramento dell’efficienza specifica (kWh per kg lavorato); il confronto energetico, se effettuato solo sui CNC, porterebbe a un esito distorto e alla possibile esclusione del progetto.
Il nuovo impianto mantiene invariata la natura del processo produttivo e il progetto risulta tecnicamente ammissibile alla misura Transizione 5.0 perché:
- Interessa un processo produttivo chiaramente definito e invariato nella sua funzione;
- Integra macchine che svolgono le stesse lavorazioni con tecnologie più avanzate;
- È documentabile tramite report energetici conformi alla ISO 14955-2 art. 9;
- Rientra nei casi previsti per la semplificazione ai sensi dell’art. 38 comma 9-bis DL 19/2024.
La serie di case studies presentata dimostra come il Piano Transizione 5.0 non sia solo un incentivo, ma soprattutto uno strumento di politica industriale che incoraggia la trasformazione digitale, la modernizzazione produttiva e l’efficienza sostenibile, con regole applicabili al contesto reale.
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