UNI/PdR 186-2:2025. Ambito protezione ambientale
COME OTTENERE IL REPORT CERTIFICATIVO DI RISCHIO BASSO PER L’AMBITO PROTEZIONE AMBIENTALE
La protezione ambientale rappresenta uno degli ambiti omogenei individuati dall’articolo 3 del D.Lgs. 103/2024, decreto che ha introdotto un sistema innovativo di semplificazione dei controlli sulle attività economiche, basato sulla classificazione volontaria del livello di rischio.
In questo contesto la UNI/PdR 186, nella parte 2, definisce in modo strutturato i requisiti per l’identificazione e la valutazione del livello di rischio “basso” con riferimento specifico all’ambito ambientale.
Cosa si intende per ambito omogeneo “protezione ambientale”?
L’ambito omogeneo “protezione ambientale” comprende l’insieme delle pratiche, procedure e controlli finalizzati alla tutela dell’ambiente naturale, includendo la gestione sostenibile delle risorse, la prevenzione dell’inquinamento, la corretta gestione dei rifiuti, il controllo delle emissioni e la mitigazione degli impatti ambientali delle attività produttive.
L’obiettivo è duplice: da un lato garantire un elevato livello di tutela ambientale, dall’altro favorire un approccio basato sul rischio, premiando le organizzazioni più virtuose.
La prassi si applica a imprese di qualsiasi dimensione e settore, ad eccezione di quelle soggette al D.Lgs. 105/2015 (Direttiva Seveso), espressamente escluse.
Il Report Certificativo: lo strumento per attestare il rischio ambientale basso
La UNI/PdR 186-2 interpreta l’art. 3 del D.Lgs. 103/2024 stabilendo che il livello di rischio basso possa essere attestato tramite un Report Certificativo rilasciato da organismi accreditati. Tale Report consente all’impresa di accedere a un regime di controlli semplificati, riducendo oneri amministrativi e ispettivi, senza abbassare il livello di tutela.
Elemento centrale del modello è il collegamento tra dimensione dell’impresa, criticità ambientale del settore economico (ATECO), presenza di sistemi di gestione ambientale certificati o di evidenze equivalenti.
Una volta ottenuto, grazie ad un flusso automatico, il Report Certificativo viene inserito nel fascicolo informatico d’impresa, e diventa immediatamente consultabile dalle pubbliche amministrazioni, senza ulteriori azioni da parte dell’azienda. L’intero processo è pensato per ridurre al minimo gli oneri amministrativi e massimizzare i benefici del Report Certificativo.
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UNI/PdR 186-2: quali sono i livelli di criticità ambientale?
La prassi distingue tre livelli di criticità ambientale:
- Criticità bassa, tipica di settori con impatti limitati (ad esempio commercio, servizi, telecomunicazioni, istruzione e ristorazione);
- Criticità media, riferita ad attività con impatti più strutturati ma generalmente controllabili (trasformazione alimentare, sanità, trasporti, riciclaggio di rifiuti non pericolosi);
- Criticità alta, propria di settori ad elevato impatto potenziale (chimica, raffinazione, estrazioni, trattamento rifiuti pericolosi, edilizia e demolizioni).
Questa classificazione è fondamentale perché incide direttamente sui requisiti minimi richiesti per l’accesso al livello di rischio basso.
Ambito ambientale: la certificazione uni en iso 14001 e la registrazione emas
Per l’ambito ambientale, la certificazione UNI EN ISO 14001 o la registrazione EMAS rappresentano il riferimento principale per dimostrare il controllo sistematico degli aspetti ambientali, e permettono, se in possesso dell’impresa, una procedura più snella e veloce per l’ottenimento del Report Certificativo.
Le imprese di determinate dimensioni e criticità che non possiedono tali certificazioni, possono comunque dimostrare il rischio basso attraverso la procedura equivalente, una valutazione documentata basata su evidenze concrete, come l’analisi degli aspetti e impatti ambientali, le autorizzazioni ambientali, il monitoraggi di rifiuti, emissioni e consumi, la gestione delle emergenze, la formazione e competenze del personale e gli obiettivi di miglioramento ambientale.
Quali sono i benefici del report per l'ambito protezione ambientale?
L’ottenimento del Report Certificativo di rischio basso per l’ambito protezione ambientale produce benefici rilevanti per:
- Le imprese, che vedono riconosciuto il proprio impegno ambientale e ottengono una riduzione dei controlli;
- Le autorità di vigilanza, che possono concentrare le risorse sui soggetti a maggiore rischio;
- Il sistema Paese, che beneficia di un modello di regolazione più efficiente, coerente con i principi europei di better regulation.