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Finanziamenti per l’economia circolare per le aziende lombarde

Jan. 15 2020

Nuove opportunità di finanziamento per le micro, piccole e medie aziende lombarde: Unioncamere ha pubblicato un bando di finanziamento per favorire la transizione verso un modello di economia circolare e per la riqualificazione in un’ottica di riuso e/o eco-design.
E’ possibile inviare la richiesta di contributo dalle ore 10.00 del 27 gennaio 2020 fino alle ore 12.00 del 13 marzo 2020, esclusivamente tramite il portale http://webtelemaco.infocamere.it.
Molteplici gli ambiti di intervento in relazione ai quali le imprese sono chiamate a presentare il proprio progetto, singolarmente o aggregandosi con altre aziende (massimo 3) rappresentanti la filiera o le filiere:
innovazione di prodotto e/o di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione produzione di rifiuti e riuso dei materiali; 
• progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera; 
• sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design); 
• implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali. 

Il finanziamento copre, tra l’altro, le attività di consulenza e di certificazione.
Sono ammissibili progetti con importo complessivo di spese ammissibili non inferiore a € 40.000,00.
L’intensità dell’agevolazione è pari al 40% dei costi ammissibili.
Bureau Veritas vanta una robusta esperienza a fianco di aziende impegnate in percorsi di miglioramento per un uso efficiente delle risorse, in ottica economica circolare. I nostri servizi possono rientrare nel progetto e ricadere tra le spese ammissibili, coperte dal finanziamento.

Per maggiori dettagli, consulta il bando

In particolare si segnalano qui di seguito alcuni progetti che possono essere presentati per il finanziamento:
1) favorire l’approvvigionamento di materie prime seconde autorizzate o di materiali bio-based (di origine biologica) in sostituzione a materiali vergini; 
2) favorire l’approvvigionamento energetico attraverso fonti rinnovabili e il contenimento energetico; 
3) promuovere l’eco design di prodotti che porti ad una maggior: 
a. efficienza nell’uso delle risorse (e.g. realizzati con sottoprodotti, materiali riciclati etc.); 
b. allungamento della vita utile dei prodotti (e.g. prodotti modulari, facilmente disassemblabili e riparabili, etc.), per la fase di utilizzo, per la riparabilità, per la riciclabilità e per il remanufacturing (rigenerazione) 
c. efficienza dei prodotti nella fase di utilizzo (e.g. minori consumi energetici); 
d. riciclabilità dei prodotti a fine vita;
4) promuovere l’eco design di imballaggi che porti: 
a. maggior efficienza nell’uso delle risorse (e.g. imballaggi più leggeri, realizzati con materiali riciclati e riciclabili, etc.) 
b. migliori performance ambientale nella fase di utilizzo (e.g. facilità di stoccaggio per il trasporto, etc.) 
c. un miglioramento in termini di riciclabilità di questi a fine vita; 
5) implementare soluzioni tecnologiche/gestionali in grado di ottimizzare i processi produttivi con conseguente riduzione dei rifiuti attraverso il riutilizzo dei residui di lavorazione nello stesso ciclo produttivo; 
6) implementare soluzioni di “refurbishment”, ovvero valorizzare un prodotto danneggiato tramite il rimpiazzo o la riparazione di alcune sue componenti; 
7) proporre soluzioni tecnologiche/gestionali per la riduzione dei consumi di acqua necessaria alle lavorazioni e/o riciclo e riutilizzo dell’acqua utilizzata; 
8) proporre soluzioni per di ridurre la propria produzione di rifiuti pericolosi (es. sostituendo chemicals/prodotti pericolosi con chemicals/prodotti non pericolosi all’interno del proprio processo produttivo, etc.); 
9) proporre soluzioni tecnologiche/gestionali di “upcycling” ovvero processi di riciclo in cui i rifiuti vengano convertiti in nuovi materiali/prodotti di maggiore qualità e valore; 
10) proporre soluzioni tecnologiche/gestionali che siano in grado di apportare un miglioramento della qualità delle materie prime seconde autorizzate; 
11) introdurre modelli innovativi di business che trasformino i prodotti in servizi utilizzabili da imprese o consumatori finali attraverso logiche di sharing e approcci “pay-per-use”; 
12) creazione di partnership di scopo tra soggetti, anche non operanti nella medesima filiera, grazie alle quali materiali di scarto, residui industriali, sottoprodotti vengano impiegati in altri processi produttivi riducendo così la generazione di rifiuti e producendo benefici economici ed ambientali per tutto il territorio (simbiosi industriale); 
13) creazione di forme di ritiro dei propri prodotti a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore, avviarli a processi di remanufacturing, etc. (attivazione di programmi di take-back); 
14) sviluppo di strumenti di misurazione delle performance di circolarità per i settori prioritari del Piano d’azione europeo per l’economia circolare (e.g. costruzioni, alimentare, etc.) che servano ad identificare chiaramente azioni ed ambiti di miglioramento.