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Innovazione digitale 4.0, R&S e transizione ecologica

Lug. 5 2022

Le imprese potranno richiedere una certificazione delle attività per evitare sanzioni a seguito di futuri accertamenti dell’AdE

All’articolo 23 del decreto legge n. 73 del 21 giugno il Governo ha introdotto la possibilità per le aziende di richiedere una certificazione per attestare la qualificazione degli investimenti già in essere o da effettuare, ai fini della loro classificazione, nell’ambito dell’innovazione tecnologica e transizione ecologica.

La certificazione introduce quindi uno strumento di tutela per le imprese dal rischio di sanzioni per credito inesistente o credito non spettante. La certificazione riguarda le attività di R&S, innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica, attività per le quali sono previste delle maggiorazioni dell’aliquota del credito d’imposta. Inoltre, la certificazione avrà effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

Sarà un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (da adottare entro il 21 luglio prossimo) a stabilire su proposta del Ministro dello sviluppo economico e in accordo con il Ministro dell’economia e delle finanze, i requisiti dei soggetti pubblici o privati abilitati al rilascio della certificazione. I soggetti che verranno giudicati idonei saranno inseriti in un apposito albo dei certificatori, tenuto dal Ministero dello sviluppo economico.

Nel processo valutativo al fine di rilasciare le certificazioni, i soggetti abilitati dovranno attenersi a linee guida del Mise, che dovranno essere regolarmente aggiornate dal Ministero.