UN PASSO AVANTI VERSO LA SOSTENIBILITÀ
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il 23 agosto 2024 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sui nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la costruzione, manutenzione e adeguamento di infrastrutture stradali. Il decreto, che è entrato in vigore dal 21 dicembre 2024, si inserisce nel quadro delle politiche nazionali ed europee per la transizione ecologica e l'economia circolare.
I nuovi CAM rappresentano un importante strumento per orientare gli investimenti pubblici verso una maggiore sostenibilità ambientale, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In particolare, la Missione 3 del PNRR destina circa 31 miliardi di euro alle infrastrutture per una mobilità sostenibile, di cui una parte significativa è dedicata al potenziamento e all'ammodernamento della rete stradale.
L'applicazione dei CAM contribuirà a massimizzare l'impatto positivo di questi investimenti in termini di riduzione delle emissioni e di utilizzo efficiente delle risorse.
Questi criteri si applicano a tutti gli appalti pubblici di lavori stradali, inclusi quelli finanziati dal PNRR. La loro implementazione richiede un adeguato approccio da parte di progettisti, imprese e fornitori di materiali, ma porterà a significativi benefici ambientali nel medio-lungo periodo.
NUOVI CAM PER LE INFRASTRUTTURE STRADALI: LE PRINCIPALI NOVITà
Tra gli aspetti più innovativi dei nuovi CAM vi è l'enfasi posta sull'economia circolare e sul riutilizzo dei materiali. Ad esempio, il criterio sul riutilizzo del conglomerato bituminoso di recupero prevede percentuali minime di impiego di materiale riciclato che arrivano fino al 70% per alcuni strati della pavimentazione. Questo approccio non solo riduce il consumo di materie prime vergini, ma contribuisce anche a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti da costruzione e demolizione.
Un altro elemento di rilievo è l'attenzione posta alla fase di progettazione. I CAM richiedono infatti ai progettisti di considerare fin dalle prime fasi aspetti come la durabilità dell'opera, la facilità di manutenzione e la possibilità di disassemblaggio a fine vita. Questo approccio "life cycle thinking" è fondamentale per ridurre gli impatti ambientali nel lungo periodo e ottimizzare l'uso delle risorse.
L'implementazione dei nuovi criteri richiederà un significativo sforzo di adeguamento da parte di tutti gli attori coinvolti nella filiera delle infrastrutture stradali. Le stazioni appaltanti dovranno aggiornare le proprie competenze e procedure per integrare i CAM nei bandi di gara. I progettisti saranno chiamati a sviluppare soluzioni innovative per soddisfare i requisiti ambientali senza compromettere le prestazioni tecniche e la sicurezza delle opere. Le imprese di costruzione dovranno adottare nuove tecnologie e pratiche di cantiere più sostenibili.
Per facilitare questa transizione, il decreto prevede anche dei criteri premianti che le stazioni appaltanti possono utilizzare per incentivare le proposte più avanzate in termini di sostenibilità. Ad esempio, sono previsti punteggi aggiuntivi per l'utilizzo di materiali con prestazioni ambientali superiori ai minimi richiesti, per l'adozione di sistemi di gestione ambientale certificati o per proposte che aumentino la vita utile delle pavimentazioni.
I nuovi Criteri Ambientali Minimi per le infrastrutture stradali rappresentano un importante passo avanti verso la sostenibilità del settore delle costruzioni in Italia. La loro implementazione, in sinergia con gli investimenti del PNRR, e il fondamentale monitoraggio in merito all'applicazione di questi criteri nei prossimi anni, sarà necessario per valutarne l'efficacia e identificare eventuali aree di miglioramento, in un'ottica di continuo perfezionamento delle politiche per la sostenibilità ambientale.
SCOPRI I PRINCIPALI SERVIZI RIFERITI AI CAM PER INFRASTRUTTURE STRADALI
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VALIDAZIONE PROGETTO
La validazione del progetto è una fase cruciale per garantire l'affidabilità, la completezza e la conformità normativa di opere pubbliche e private, come stabilito dal D.Lgs. 36/2023. Attraverso una verifica indipendente da parte di un organismo di controllo accreditato, come Bureau Veritas, si accerta che il progetto rispetti i requisiti funzionali, prestazionali e tecnici, assicurandone la leggibilità, la coerenza e la compatibilità con le normative vigenti. Questo processo fondamentale permette di ridurre i rischi di varianti e ritardi durante la realizzazione, consentendo al Responsabile Unico del Procedimento di avvalersi di un team multidisciplinare di tecnici qualificati per una gestione ottimale dell'attività di verifica.
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Verifica CAM e DNSH in cantiere
Lo sviluppo delle attività di verifica integrata di conformità degli interventi edilizi al principio DNSH (Do No Significant Harm) e all'applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) durante la fase di esecuzione in cantiere è utile a garantire che gli impatti ambientali siano effettivamente minimizzati in tutte le fasi del processo costruttivo e che il rispetto dei requisiti CAM contribuisca a soddisfare i diversi obiettivi ambientali definiti nell'ambito del principio DNSH. Il servizio promosso da Bureau Veritas Italia si articola in fasi di verifica documentale, ispezioni in cantiere e rapporti finali per attestare la conformità o eventuali non conformità agli specifici criteri di verifica DNSH e CAM.
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Critical review LCA
La critical review LCA è un processo di revisione e validazione dello studio di Life Cycle Assessment (LCA) condotto da un ente terzo, come Bureau Veritas, in conformità alle norme ISO 14040, ISO 14044 e ISO 14071. Lo scopo è quello di verificare che il metodo utilizzato per eseguire l'LCA sia coerente con i riferimenti ISO e valido dal punto di vista scientifico e tecnico. È particolarmente importante per progetti infrastrutturali, dove la critical review LCA identifica aree di miglioramento per ridurre l'impatto ambientale complessivo, supportando le decisioni strategiche dell'azienda e rassicurando gli stakeholder sulla sostenibilità dell'intervento.
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EPD – Environmentla Product Declaration
L'EPD - Dichiarazione Ambientale di Prodotto è uno strumento fondamentale per le aziende per comunicare in modo verificato e confrontabile le prestazioni ambientali dei propri prodotti e servizi. Ciò consente alle aziende di posizionarsi distintivamente sul mercato, rispondere ai requisiti di green procurement come i CAM (Criteri Ambientali Minimi) della Pubblica Amministrazione, rafforzare il proprio impegno verso la sostenibilità e implementare un miglioramento continuo. L'EPD diventa inoltre patrimonio dell'intero comparto, permettendo confronti tra prodotti equivalenti.
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REMADE®
REMADE® è una certificazione ambientale di prodotto sotto accreditamento Accredia, che permette ad un’Azienda di dichiarare il contenuto di materiale riciclato e/o di sottoprodotti all’interno di un materiale, semilavorato o prodotto finito di qualsiasi tipologia (anche composto da diversi materiali). Grazie a questo schema è possibile valorizzare il riutilizzo di rifiuti, EoW, MPS, sottoprodotti esterni e sottoprodotti interni. È applicabile sia in Italia che all’estero. Inoltre, per quelle organizzazioni che vogliono trasferire l’alto valore del “made in Italy” ai prodotti realizzati in Italia con materia recuperata, l’associazione fornisce, su richiesta, oltre al logo REMADE® anche il logo ReMade In Italy®.
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UNI/PdR 88:2020
La certificazione rilasciata da Bureau Veritas in base alla UNI/PdR 88:2020 si rivela uno strumento utile per soddisfare i requisiti di contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto stabiliti nei Criteri Ambientali Minimi (CAM): il testo dei CAM per l’edilizia e del CAM Strade, menziona infatti la certificazione accreditata ai sensi della UNI/PdR 88:2020 come una delle opzioni per dimostrare il valore percentuale del contenuto di materia riciclata ovvero recuperata ovvero di sottoprodotti.
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CPR – Construction Products Regulation
Il Regolamento Prodotti da Costruzione determina le condizioni relative all’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione, stabilendo metodi e criteri per valutare e descrivere la prestazione dei prodotti da costruzione e le condizioni per l’uso della marcatura CE. In funzione delle tipologie di prodotto e delle specifiche tecniche armonizzate è richiesta la certificazione da parte di un Organismo Notificato come Bureau Veritas, senza la quale non sarebbe possibile la commercializzazione dei prodotti che richiedono l’apposizione della Marcatura CE e la redazione della Dichiarazione di Prestazione.
Il CPR – Construction Products Regulation impone inoltre obblighi specifici a fabbricanti, importatori e distributori, promuovendo la sostenibilità e la sicurezza dei prodotti da costruzione. In sintesi, questo regolamento è essenziale per garantire standard elevati e uniformi nel settore delle costruzioni in tutta l'Unione Europea.