UNI/PdR 186:2025. Tutte le certificazioni che facilitano l’ottenimento del Report Certificativo di rischio basso
LA SESTA USCITA DELLA COLLANA DEDICATA ALLA UNI/PDR 186:2025
La UNI/PdR 186 definisce i criteri per la determinazione del livello di rischio basso negli ambiti omogenei individuati dall’articolo 3 del D.Lgs. 103/2024, introducendo un modello volontario finalizzato a rendere i controlli sulle attività economiche più efficienti, coordinati e proporzionati.
I cinque ambiti considerati sono:
- Protezione ambientale;
- Igiene e salute pubblica;
- Sicurezza pubblica;
- Tutela della fede pubblica;
- Sicurezza dei lavoratori.
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Il Report Certificativo
Una volta ottenuto, grazie ad flusso automatico, il Report Certificativo viene inserito nel fascicolo informatico d’impresa, e diventa immediatamente consultabile dalle pubbliche amministrazioni, senza ulteriori azioni da parte dell’azienda. L’intero processo è pensato per ridurre al minimo gli oneri amministrativi e massimizzare i benefici del report certificativo.
I benefici derivanti dall’ottenimento del Report Certificativo risiedono nella riduzione dei controlli da parte della Pubblica Amministrazione, dal valore strategico sul piano reputazionale e delle opportunità commerciali.
Si tratta di un elemento distintivo che rafforza la credibilità verso clienti, partner e istituzioni, generando un vantaggio competitivo immediato e tangibile.
Per ciascun ambito, il possesso di specifiche certificazioni, registrazioni o modelli organizzativi può rendere più semplice e rapido il percorso verso l’ottenimento del Report Certificativo.
Questi strumenti rappresentano evidenze strutturate della capacità dell’impresa di identificare, gestire e monitorare i rischi connessi alle proprie attività.
Protezione ambientale: ISO 14001 ed EMAS
L’ambito della protezione ambientale comprende le pratiche e i controlli adottati dall’impresa per prevenire l’inquinamento, gestire correttamente i rifiuti, controllare emissioni e consumi e mitigare gli impatti ambientali.
I principali riferimenti sono:
- La certificazione UNI EN ISO 14001: dimostra l’adozione di un sistema strutturato per identificare e gestire gli aspetti ambientali, verificare il rispetto degli obblighi applicabili, monitorare le prestazioni e perseguire il miglioramento continuo.
- La registrazione EMAS: rafforza inoltre la trasparenza delle prestazioni ambientali dell’organizzazione.
Igiene e salute pubblica: qualità e sicurezza alimentare
L’ambito dell’igiene e salute pubblica riguarda in particolare le imprese della filiera alimentare, nelle fasi successive alla produzione primaria, tenute ad applicare misure di autocontrollo per garantire la sicurezza degli alimenti e tutelare la salute pubblica.
Le certificazioni di riferimento comprendono:
- La certificazione UNI EN ISO 9001: supporta il controllo e la standardizzazione dei processi aziendali;
- La certificazione ISO 22000: specificamente orientata alla gestione della sicurezza alimentare;
- Altre certificazioni affini applicabili alla sicurezza alimentare: possono fornire evidenze rilevanti, in funzione delle attività svolte e del relativo campo di applicazione.
Sicurezza dei lavoratori: ISO 45001 e MOG-SSL
L’ambito della sicurezza dei lavoratori comprende le misure adottate per prevenire infortuni e malattie professionali e per garantire ambienti di lavoro sicuri e salubri.
I principali riferimenti sono:
- La certificazione UNI EN ISO 45001: dimostra l’adozione di un sistema finalizzato all’identificazione dei pericoli, alla valutazione e al controllo dei rischi e al miglioramento continuo delle prestazioni.
- I Modelli di Organizzazione e Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro, o MOG-SSL: pur non costituendo propriamente una certificazione di sistema, consente di documentare responsabilità, procedure e controlli adottati per la gestione della sicurezza sul lavoro.
- Altri sistemi equivalenti riconosciuti dalla prassi.
Verso i nuovi ambiti: sicurezza pubblica e tutela della fede pubblica
Il quadro della UNI/PdR 186 sarà ulteriormente ampliato con la prossima pubblicazione delle Parti 5 e 6, dedicate rispettivamente alla sicurezza pubblica e alla tutela della fede pubblica. I documenti sono già stati oggetto di consultazione pubblica che si è chiusa in data 3 Settembre 2026.
Sulla base delle bozze attualmente disponibili, entrambe le parti sembrano orientate verso un modello più articolato, fondato sulla possibile combinazione tra certificazioni di sistemi di gestione, certificazioni riferite a norme specialistiche e, nei casi previsti, una procedura equivalente basata su evidenze documentate.
- Per l’ambito della sicurezza pubblica, tra i riferimenti attualmente considerati figurano sistemi di gestione quali UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001, UNI ISO 37001, UNI EN ISO 45001 e UNI EN ISO 50001. A questi potrebbero affiancarsi norme specialistiche relative, ad esempio, alla continuità operativa, alla sicurezza delle informazioni, alla sicurezza stradale, alla gestione degli asset, ai servizi di vigilanza e ai centri di monitoraggio degli allarmi.
- Per la tutela della fede pubblica, le bozze richiamano certificazioni relative alla qualità, alla sicurezza delle informazioni, alla prevenzione della corruzione e alla compliance, come UNI EN ISO 9001, UNI CEI EN ISO/IEC 27001, UNI ISO 37001 e UNI ISO 37301.
Tra i possibili riferimenti specialistici rientrano inoltre la continuità operativa, la protezione dei dati, la sicurezza della catena di approvvigionamento e la gestione dei processi di stampa di sicurezza.
La pubblicazione delle due nuove parti completerà il sistema previsto dall’articolo 3 del D.Lgs. 103/2024, estendendo la valutazione del livello di rischio basso a tutti e cinque gli ambiti omogenei individuati dal decreto.
UNI/PdR 186: se l’impresa non possiede certificazioni
Il mancato possesso delle certificazioni indicate non esclude necessariamente la possibilità di ottenere il Report Certificativo.
Nei casi e alle condizioni stabilite dalle diverse parti della UNI/PdR 186, è prevista una procedura equivalente, basata sulla valutazione documentata di evidenze oggettive.
Tra queste possono rientrare autorizzazioni e adempimenti normativi, procedure operative, valutazioni dei rischi, piani di autocontrollo, formazione del personale, monitoraggi, registrazioni e sistemi per la gestione delle emergenze.
Le evidenze variano in relazione all’ambito:
- Per la protezione ambientale possono riguardare rifiuti, emissioni e autorizzazioni;
- Per l’igiene alimentare, il piano HACCP e la tracciabilità; per la sicurezza dei lavoratori, la valutazione dei rischi e la sorveglianza sanitaria;
- Negli ambiti della sicurezza pubblica e della tutela della fede pubblica assumono invece particolare rilievo le autorizzazioni, la gestione delle emergenze e degli accessi, la sicurezza delle informazioni, la tracciabilità documentale e le misure di prevenzione delle frodi e delle contraffazioni.
CERTIFICAZIONI: Valorizzare gli investimenti già realizzati
Le certificazioni consentono alle imprese di valorizzare gli investimenti già effettuati in procedure, competenze, monitoraggi e controlli, infatti il loro possesso favorisce un percorso più semplice verso l’ottenimento del Report Certificativo.
Il modello introdotto dal D.Lgs. 103/2024 contribuisce così alla costruzione di un sistema di controlli più moderno e proporzionato: le imprese più organizzate possono beneficiare della semplificazione amministrativa, mentre le Pubbliche Amministrazioni possono concentrare le proprie risorse sulle situazioni caratterizzate da maggiore criticità.